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Cronaca

Carceri, situazione esplosiva. "Vendola nomini il Garante per i detenuti"

BRINDISI - Marco Pannella e il presidente dell'associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, insieme oggi a Brindisi per dire che "la situazione nelle carceri italiane è esplosiva.Il sovraffollamento "ha superato anche i livelli di guardia".D'Elia stamani ha rilanciato la richiesta dell'istituzione di un Garante regionale dei detenutì per la Puglia, sollecitando il governatore Nichi Vendola a cominciare ad applicare una legge apposita approvata quattro anni fa.

BRINDISI - Marco Pannella e il presidente dell'associazione Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, insieme oggi a Brindisi per dire che "la situazione nelle carceri italiane è esplosiva.Il sovraffollamento "ha superato anche i livelli di guardia". D'Elia stamani ha rilanciato la richiesta dell'istituzione di un Garante regionale dei detenutì per la Puglia, sollecitando il governatore Nichi Vendola a cominciare ad applicare una legge apposita approvata quattro anni fa.

"Siamo ormai a quasi 70 mila detenuti - ha detto D'Elia - e la Puglia è la seconda regione in quanto a sovraffollamento. Si sta rischiando di battere anche un altro triste primato, quello dei morti in carcere per suicidi. Sono già quattro dall'inizio dell'anno". D'Elia ha proseguito dicendo "chiedo a Vendola, difensore dei diritti umani e soprattutto degli ultimi di istituire questa figura che non è garante solo per i detenuti, ma che serve a garantire la vita della comunità penitenziaria e quindi anche degli operatori delle carceri, vittime tutti della stessa catastrofe umanitaria e del vero e proprio stato di illegalità in cui versano le nostre carceri".

"È una situazione di tortura per milioni di famiglie italiane - ha sottolòineato a sua volta Marco Pannella, nel corso di un incontro a Palazzo Nervegna cui ha partecipato anche il sindaco Domenico Mennitti - addirittura un terzo del popolo italiano, secondo una valutazione del Consiglio d'Europa, che è alle prese con i problemi del malfunzionamento della giustizia italiana. Nei dieci anni in media di percorso processuale le famiglie vengono letteralmente distrutte. È una tragedia civile".

"I radicali si augurano che si ricordi che esiste una legge che consente l'accesso alle carceri non solo ai politici, ma anche gli ecclesiastici, ai rappresentanti di tutte le religioni e ai magistrati", ha concluso l'anziano ma sempre combattivo leader.

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