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Cronaca

"Cari brindisini, dovere morale di partecipare alla vita della città"

Il presidente Raffaella Argentieri: "Qualcuno ha dimenticato la battaglia per il no rigassificatore"

Riceviamo e pubblichiamo il seguente intervento del presidente della fondazione Tonino Di Giulio, Raffaella Argentieri

Brindisi, Territorio ormai compromesso “, “Brindisi non ha vocazione turistica “,“ I  Brindisini  incapaci di difendere  i propri beni”…che altro dobbiamo ascoltare prima di ribellarci alle offese costanti di personaggi che dopo aver condizionato per anni  questa terra,  scoprono la purezza  di cuore e cercano di dare ogni giorno lezioni di moralità a tutti.

Dispiace per loro, per chi ha memoria corta, per chi ha dimenticato la superficialità con cui sono state fatte le scelte per Brindisi, per chi ha dimenticato la lunga e dolorosa battaglia contro il rigassificatore, per chi  cambia la storia per decreto, per chi  vuole danneggiare  in maniera scientifica ciò che funziona (aeroporto di Brindisi, reparti ospedale Perrino) .Tutto questo perché?  Per far indietreggiare una città che da diversi anni  intravede un nuovo modello di sviluppo grazie al riscatto culturale e  alla ripresa delle vocazioni naturali di Brindisi e provincia: agricoltura, turismo, sviluppo del porto ed aeroporto, artigianato.

Un  nuovo modello di sviluppo da sempre agognato  dalle Associazioni  schierate in difesa del  territorio e condiviso da quelle Istituzioni lungimiranti che hanno sostenuto, difeso e proposto al mondo questa città- Brindisi, Capitale Europea della Cultura 2019, prima città pugliese a proporre la candidatura -, perché avevano compreso che il futuro non poteva più essere rappresentato da colossi industriali ma da una economia più umana che mettesse insieme  sviluppo, salute e lavoro,  non più in contrapposizione ma inclusiva, basata sulla giustizia e sul merito. Uno sviluppo in grado di accrescere il benessere collettivo partendo dalle risorse naturali, culturali e geografiche che caratterizzano il territorio brindisino.

Quindi, cari Brindisini, muoviamoci. Abbiamo il dovere morale di partecipare alla vita della città, esprimiamo le nostre idee, confrontiamoci ovunque, ascoltiamo tutti, discutiamo dei nostri problemi, proponiamo soluzioni per risolverli.  L’unica cosa da evitare è tacere,  criticare gli altri che non fanno nulla e lamentarci che tutto va male… Tutto ciò confermerebbe quello che dicono i vari Soloni e daremmo loro la possibilità di riappropriarsi di questa città e di questo territorio.

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