Lunedì, 22 Luglio 2024
Cronaca

Caro-carburanti: dal Brindisino niente consegne di alimenti verso il nord Italia

Il blocco dei trasporti rischia di provocare danni per milioni di euro anche ai produttori di ortaggi e prodotti freschi, a partire dai carciofi e dai cavolfiori per arrivare al latte

BRINDISI - Anche gli autotrasportatori del Brindisino si uniscono alla protesta dei colleghi di tutta Italia contro il caro-carburanti. Da lunedì scorso le ditte “Palazzo Marcello Autotrasporti” di Francavilla Fontana, “Melpignano Trasporti” di San Vito dei Normanni, “Fratelli Italo” di San Vito dei Normanni, “Gmf Trasporti” di San Vito de Normanni e “Le Grottaglie” di Ostuni, hanno bloccato le consegne verso il Nord-Italia. Si tratta di generi alimentari e deperibili. Ieri, martedì 22 febbraio, gli stessi si sono recati sulla strada statale 379 per Bari e dopo un raduno in un distributore di carburanti sito all’altezza di Rosa Marina (Ostuni), hanno fermato i camion diretti verso nord chiedendo una sosta di qualche ora. Ne sono stati fermati circa 150, in molti hanno aderito. Altri sono tornati indietro essendo scaduto l’orario di scarico. La protesta, del tutto pacifica e che non ha creato alcun problema di ordine pubblico, è stata presidiata da polizia e carabinieri. 

L’aumento dei costi di gestione e dei carburanti (un pieno per un camion oggi costa oltre il 50 per cento in più rispetto a qualche mese fa), se non viene fermato, potrebbe portare alla chiusura di molte aziende che operano nel settore dei trasporti (e non solo) con gravi ripercussioni sulle economie locali. La protesta sulla strada statale 379, iniziata lunedì sera, si è conclusa nella tarda serata di martedì ma tuttora molti mezzi sono fermi e molte consegne non sono state effettuate.

"Danni per milioni di euro ai produttori di ortaggi e prodotti freschi"

Una protesta che da qui a breve potrebbe portare gravi danni anche agli agricoltori. Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia, lancia l’allarme. “Capiamo bene le motivazioni della protesta anche perché gli aumenti colpiscono pure le aziende agricole che usano i carburanti per i loro mezzi. Ma il blocco dei trasporti rischia di provocare danni per milioni di euro ai produttori di ortaggi e prodotti freschi, a partire dai carciofi e dai cavolfiori per arrivare al latte. Inoltre, i ritardi rischiano di lasciare senza cibo il bestiame nelle stalle”. “Servono nell’immediato – dunque - delle corsie per i prodotti deperibili e per l’alimentazione animale e un intervento da parte delle istituzioni. È necessario mettere un freno a questi aumenti senza controllo ed evitare il tracollo dell’economia agricola e gli scaffali vuoti nei supermercati”.  È da evidenziare che il settore agricolo, oltre al caro energia, negli ultimi mesi ha subito aumenti fuori controllo, a volte anche del doppio, su quasi tutte le materie prime: e tra queste fertilizzanti, imballaggi e sementi.  

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