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“Caro nocciolo, non usare telefoni, non parlare in auto e aiuta chi sta in carcere”

Pizzini di Martena trovati a casa di Enzo Sicilia: “Il mio cuore desidera che non gli manchi niente a King, ti invio alcuni indirizzi dove andare alla grande”

BRINDISI – “Caro nocciolo, sono felice che stai al fianco del mio compare, visto che hai le capacità, ora ti metterò un lettera per zio e Ghemon. Sono felice che con Kinh hai chiarito, mi raccomando non usare telefoni, non parlare nelle macchine. Poi ti invio indirizzi dove andare così procedete alla grande come piace a me che quelli devono venire da voi come quando stava il sottoscritto. Aiutate le persone in carcere, se c’è qualcosa in più anche per me”.

Il pizzino

MARTENA Raffaele, Classe 1986-2A dispetto delle raccomandazioni date ai “suoi” per non essere intercettati, a scivolare sarebbe stato Raffaele Martena, il presunto capo del nuovo gruppo di stampo mafioso. Perché tra i gravi indizi alla base del suo arresto e dei ragazzi ritenuti a lui affiliati, ci sono anche le sfoglie scritte dal carcere. Come quella spedita a “nocciolo, al secolo Enzo Sicilia, residente a Brindisi, In carcere anche lui, con l’accusa di aver fatto parte del gruppo di stampo mafioso.

Il testo, chiamato anche sfoglia, è stato sequestrato dagli agenti della Mobile di Brindisi. Stando alla data riportata in cima, sarebbe stato scritto in due tranche: il 16 e il 25 ottobre dell’anno scorso. “Dalla lettura emerge il perdurante proposito di portare avanti il discorso associativo”, si legge nel provvedimento di arresto. A Martena è stato notificato in carcere, a Sicilia nella sua abitazione, poi è stato trasferito nell’istituto di Borgo San Nicola, a Lecce.

Ghemon e King

Risulta pacifica la “leadership di Martena” e la prescrizione, di tipica connotazione mafiosa, di “procurare sostegno economico ai detenuti, controllare il territorio ed esaltare i sodali fedeli, nella fattispecie lo stesso Sicilia, così come Ghemon e King, ossia Fabio Arigliano e Nicola Magli”, quest’ultimo già detenuto a Brindisi per altra causa e cognato di Sicilia. Nonché bacchettare quelli meno affidabili.

Enzo Sicilia-2Sulla posizione di Enzo Sicilia, il gip sostiene che “non possono esserci dubbi sul suo coinvolgimento” essendo appunto destinatario di alcune comunicazioni scritte da Raffaele Martena, detto anche Raffy. Anche perché, “poco prima dell’arrivo degli agenti della Mobile, nella sua abitazione sono stati visti Rosafio Yurj, Andrea Martena e Mario Epifani”.  "A Conferma – si legge nell’ordinanza – dei contatti con gli altri sodali”.

Il gruppo

Tutti gli indagati si conoscono e si tengono in contatto tra loro, nominandosi l’un l’altro nelle varie comunicazioni, a dimostrazione della compattezza del gruppo e della convinzione di formare una squadra unita, sia pure dovendo far fronte, di volta in volta, a fisiologiche incomprensioni e difficoltà operative”. Tutti sono stati arrestati.

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