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"Caro sindaco come si fa a entrare nelle grazie dell'amministrazione?"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera della cooperativa Il Sogno di San Pietro Vernotico al sindaco Maurizio Renna sul comportamento che lo stesso sta assumendo nei confronti della stessa

SAN PIETRO VERNOTICO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera della cooperativa Il Sogno di San Pietro Vernotico al sindaco Maurizio Renna sul comportamento che lo stesso sta assumendo nei confronti della cooperativa. Sembrerebbe che il primo cittadino  abbia completamente “dimenticato” l’esistenza di questo centro. I responsabili segnalano il mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti, che è a carico del Comune e la completa inerzia dell’amministrazione nei confronti di questa realtà così importante sul territorio.

La cooperativa ha sede nel centro interculturale sito in contrada Canimazzi, tra via Albatros e via Ibis, realizzato dall’amministrazione Rizzo con fondi europei messi a disposizione della Regione, su un terreno confiscato alla criminalità organizzata. È stato inaugurato a novembre dello scorso anno. L'immobile è destinato a finalità sociali, per l'integrazione e l'intercultura ed è rivolto a cittadini stranieri e italiani, oltre che essere anche centro di accoglienza notturna. Il progetto la cui gara è stata vinta dalla cooperativa sociale “Il Sogno” vede come partner ufficiali lo “Sportello dei Diritti” e l’associazione “Teranga”, un esempio a livello nazionale del riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati alle mafie.

Il centro interculturale

Caro Sindaco, come si fa a diventare fornitore privilegiato del Comune di San Pietro Vernotico? Delle tante strutture esistenti sul territorio, due sono pienamente operative: il centro notturno che ha ospitato tante persone in difficoltà e senza dimora; il centro interculturale che offre servizi importanti sul territorio. Entrambi i centri sono di proprietà del Comune e finanziate con risorse dei cittadini, ma per i nostri Amministratori non esistono. Non esistono quando si realizzano eventi, non esistono ad esempio per consentire risparmi di spesa visto che l’impianto fotovoltaico presente non è stato mai avviato, ma non esistono anche con riferimento all’obbligo di pagare le spese che si sostengono per assicurare servizi così importanti.

Abbiamo visto, ad esempio, che alcune ditte o cooperative hanno ricevuto affidamenti per dare servizi a novembre, ed a dicembre sono state già pagate. Sapevamo che la legge concedeva un termine di 30 giorni per pagare le fatture, ma abbiamo notato che vi sono i fortunati di turno che sono pagati dopo pochi giorni dalla presentazione delle fatture, la cooperativa il Sogno, nonostante abbia di fatto soci lavoratori, invece non ha diritto a ricevere quanto dovuto in base al contratto.

Facciamo un piccolo riepilogo: solo a giugno 2016 sono stati erogati i primi mesi di servizio (febbraio compreso); abbiamo dovuto attendere agosto ed effettuare una diffida per ottenere il pagamento dei mesi da marzo a luglio (quasi mezzo anno di attività); solo a novembre ci è stato erogato il mese di agosto, ed a dicembre ci hanno corrisposto il mese di settembre con riferimento ad un centro, e mezza mensilità con riferimento all’altro centro. Quindi noi ai dipendenti dobbiamo comunicare che potranno ricevere solo mezzo stipendio relativo al mese di settembre? E per i mesi successivi? Siamo contenti per il fatto che l’azienda che svolge il servizio di igiene urbana è stata messa nelle condizioni di pagare i propri dipendenti con puntualità, tredicesime comprese, visto che per il servizio fatto a novembre, la fattura è stata presentata addirittura prima della fine del mese (porta data 30.11.2016)  ed il 15.12.2016 è stata liquidata. I nostri dipendenti non hanno gli stessi diritti? Non c’è un protocollo da seguire per i pagamenti? L’Assessore Civino ci ha informato che non bastavano i soldi in cassa, ma, forse errando, ci è sembrato strano che alcune fatture pure rilevanti (il servizio igiene costa 150mila euro circa al mese) sono pagate prima del termine di 30 giorni previsto dalla Legge, noi attendiamo il pagamento del servizio reso a settembre, ottobre, e novembre.

Come è poi possibile che manchino i soldi per pagare un servizio dato in base ad un contratto di appalto della durata di tre anni. La verità è forse che i servizi sociali ed i servizi resi al territorio non meritano alcuna attenzione da parte di questa Amministrazione e chi, come la nostra cooperativa, è abituata a rendere il servizio senza forse preoccuparsi di altro, viene trattata come sopra indicato. I due centri sono due piccole perle nella nostra Provincia, si tratta degli unici centri esistenti nell’Ambito di Zona di cui fa parte San Pietro Vernotico. Eppure mai un presenza in occasione delle tante ricorrenze e nonostante gli inviti rivolti a tutti i componenti dell’Amministrazione. Quindi nessuna gratificazione morale, anzi forse la volontà di danneggiare chi lavora, perché non ci si rende conto che i gravi ritardi rendono veramente difficile proseguire l’attività, e solo grazie alla disponibilità dei soci lavoratori si sta andando avanti, con impegno e collaborazione ricevendo le gratificazioni degli organi che operano con i Tribunali e con le altre istituzioni che non lesinano parole di plauso per la disponibilità sempre assicurata. Anzi dobbiamo precisare che in una occasione abbiamo avuto l’onore della presenza di ben due assessori: quando una famiglia indigente ha subito il crollo del tetto ed il Centro ha dato immediata disponibilità, quel giorno ci si è ricordati dell’importanza di avere un centro del genere sul territorio. Dispiace poi aver verificato che la Giunta (fatto strano ci si aspettava un provvedimento del Rup) ha deciso di revocare la gara per il Centro Crescere Insieme. Chi ha vissuto l’operatività di quel centro ed i servizi resi negli anni sino al 2015 ha toccato con mano l’importanza anche di quella struttura. Abbiamo letto la delibera e solo ragioni economiche hanno portato la Giunta ad adottare un atto così grave per il territorio. Le grida di allarme della associazione La Rinascita sono il termometro di come il territorio stia pagando un costo troppo elevato, e di come si ritenga, per questa Amministrazione, più importante tutto ciò che non tocca i servizi sociali. Noi non solo non ci arrendiamo ma auspichiamo che prima o poi cambi un modo di operare che privilegia qualcuno a danno di altri.

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