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Danilo Schifeo

Danilo Schifeo

“Caro vescovo, portiamo a Brindisi le reliquie di San Lorenzo”

La lettera di Danilo Schifeo: “Riposano in un convento di Castiglia”. L’anno prossimo, 400 anni dalla morte

BRINDISI – “Caro vescovo, riportiamo a Brindisi le reliquie di San Lorenzo, il nostro santo patrono, l’anno prossimo, in occasione di un doppio anniversario: 400 anni dalla morte e 60 dall’elevazione a dottore della Chiesa. Io sono pronto a impegnarmi”.

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La proposta

La lettera rivolta a monsignor Domenico Caliandro porta la firma del brindisino Danilo Schifeo, già presidente della circoscrizione Centro. Ben consapevole delle difficoltà, ma altrettanto determinato nel portare a termine la missione, Schifeo ha ufficialmente chiesto un incontro per avviare l’iter necessario, allo scopo di permettere il ritorno in città, sia pure per qualche giorno, delle reliquie. “Anche solo il tempo di un abbraccio simbolico a Brindisi, di cui è patrono”, spiega Schifeo.

La lettera

“Eccellentissimo Monsignore, ci apprestiamo a vivere nel prossimo 21 luglio la solennita' di San Lorenzo da Brindisi, Dottore della Legge della chiesa dal 1959 e massima espressione della Brindisinità”, si legge nella missiva. “Non tutti i nostri concittadini sanno che San Lorenzo da Brindisi, di nascita Lorenzo Russo o De Rossi, nacque a Brindisi il 21 luglio 1559 e morì a Lisbona,  molto probabilmente avvelenato dal vicere' di Spagna Duca di Ossuna il 22 luglio 1619”.

“Padre Brindisi come era comunemente chiamato si è sempre contraddistinto per le elevate virtu' morali e diplomatiche tanto che diventare per molte case regnanti  inviato o delegato per redimere contrasti tra nobili. Si contraddistinse anche nella famosa battaglia di Albareale quando, sceso in campo alla guida dell'esercito cristiano con in mano la sua croce, fronteggiava l'esercito Ottomano che voleva invadere l'Europa”, ha ricordato Schifeo, a conclusione di ricerche storiche.

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Il convento

Le reliquie di San Lorenzo si trovano a migliaia di chilometri da Brindisi. “Riposano in una nicchia all'interno del convento De la Anunciada,  in uno sperduto paese di 3400 anime chiamato Villafranca do Bierzo, ricadente nella Regione di Castiglia-Leon e nella Provincia di Leon”. La spiegazione sul perché san Lorenzo sia finito laggiù è la seguente: “Furono mandati a prendere da Lisbona dal marchese di Villafranca, Pedro Alvarez de Toledo, e quando le spoglie arrivarono a Villafranca do Bierzo, la figlia del marchese piantò un cipresso nel giardino del convento in memoria di questo atto”, sostiene Schifeo. “Oggi è riconosciuto come il cipresso monumentale più antico di Spagna”.

Il doppio anniversario

Il 2019, secondo l’ex presidente della circoscrizione Centro, sarebbe l’anno ideale per il rientro a Brindisi delle reliquie, perché coincide con un doppio anniversario: “Ricade il 400esimo anniversario della morte del nostro compatrono ed il 60esimo anniversario della elevazione a Dottore della Chiesa, per questo credo che sarebbe meraviglioso per tutti i cittadini di Brindisi e non solo, poter riabbracciare, anche solo per un determinato periodo, le spoglie di San Lorenzo da Brindisi”.

Mica facile, però. Vero è che a Schifeo la determinazione non manca. Ne diede dimostrazione qualche anno addietro, quando riuscì a far tornare a Brindisi – dopo 252 anni – la statua dell'Ercole Brindisino: era abbandonata nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Schifeo riuscì nell’impresa, assieme a Pietro Caprioli. “La statua dell'Ercole Brindisino è ancora qui”, dice.

Questa volta, la richiesta è ancor più complessa perché si rende necessario il nulla osta delle autorita' religiose spagnole. “Metto a disposizione di questa Causa il mio impegno, la mia esperienza anche per quanto riguarda le soluzioni strategiche da trovare”, garantisce Schifeo. “Monsignore, le chiedo di avere un rapido incontro al fine di avviare nel più breve tempo possibile tutti i tentativi per poter convincere la Diocesi competente”. Lui ci crede.

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