Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca Carovigno

Aggredisce più volte i genitori per avere i soldi per la droga: finisce in carcere

La richiesta della procura accolta dal gip: finisce l'incubo per una coppia, costretta a denunciare il figlio. Ha sostenuto l'interrogatorio di garanzia, avvalendosi della facoltà di non rispondere

CAROVIGNO - Schiaffi, calci e pugni ai genitori, minacce, anche di morte, elettrodomestici fracassati. Una coppia di Carovigno è precipitata nell'incubo, terminato con la loro denuncia e con l'ordinanza di custodia cautelare: adesso il figlio 34enne è recluso nel carcere. E deve rispondere di questi episodi. L'intervento del Nor dei carabinieri della compagnia di San Vito Dei Normanni ha posto fine a una situazione insostenibile, non solo dal punto di vista fisico: l'uomo dava in escandescenze perché voleva del denaro, per comprare la droga. Nella giornata di lunedì 8 luglio 2024 è comparso davanti alla gip Vilma Gilli del tribunale di Brindisi - che ha firmato l'ordinanza - e si è avvalso della facoltà di non rispondere. La notifica della misura custodiale e l'arresto risalgono a due giorni prima.

I fatti sono stati ricostruiti in questi termini. A causa della dipendenza da stupefacenti, il 34enne ha aggredito più volte, verbalmente e fisicamente, i genitori, ogni qual volta si rifiutavano di dargli del denaro. Sapevano bene a cosa sarebbe servito. Gli episodi accadevano anche in piena notte. Ed erano accompagnati da minacce di morte. E schiaffi. Fracassava oggetti, colpiva padre e madre con calci e pugni, anche alla testa, scagliando contro di loro elettrodomestici e beni presenti in casa. L'uomo, nonostante il raggiungimento dell'età adulta, si sarebbe rifiutato di cercare un lavoro, facendosi mantenere dai genitori.

La procura gli ha contestato il reato di maltrattamenti in famiglia, oltre a quello di danneggiamento (dei beni della casa). Deve rispondere anche di una terza ipotesi delittuosa: quella dell'estorsione, in relazione all'ipotesi del reato di rapina. Il riferimento è alla consegna - obtorto collo - da parte del padre del denaro. Le condotte andrebbero avanti da tempo, le denunce sono diverse ed è in corso un procedimento, a carico dell'uomo, per fatti analoghi. Il gip ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, così come i rischi di inquinamento probatorio ma, soprattutto, quelli di reiterazione del reato. Per questo è stato necessario condurre in carcere il 34enne.

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