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Carovigno, botte all'assessore: cominciato il processo

CAROVIGNO - Volevano un posto di lavoro e si recarono in Comune per cercare di parlare con il sindaco Vittorio Zizza. Non lo trovarono. C'era, però l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Barella. E si rivolsero a lui per chiedere di avere un posto di lavoro. Non fu una semplice domanda, una delle tante che gli amministratori ricevono e alle quali rispondono che non è nel loro potere creare posti di lavoro. I due che entrarono nell'ufficio al Comune dell'assessore erano determinati, ma tanto determinati, da picchiarlo.

CAROVIGNO - Volevano un posto di lavoro e si recarono in Comune per cercare di parlare con il sindaco Vittorio Zizza. Non lo trovarono. C'era, però l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Barella. E si rivolsero a lui per chiedere di avere un posto di lavoro. Non fu una semplice domanda, una delle tante che gli amministratori ricevono e alle quali rispondono che non è nel loro potere creare posti di lavoro. I due che entrarono nell'ufficio al Comune dell'assessore erano determinati, ma tanto determinati, da picchiarlo.

Appena entrati, senza dare la possibilità all'amministratore di chiedere soccorso, chiusero la porta a chiavi e lo percossero. Uno tenne bloccato Barella per le braccia e l'altro lo colpì ripetutamente con schiaffi e pugni. Prima di andare via e lasciare dolorante e contuso Barella (ebbe una prognosi di alcune settimane), gli dissero: "Questo èper te, poi ce ne sarà anche per il sindaco".

Ma non ce ne fu per nessun altro perché i carabinieri li arrestarono ventuno giorno dopo l'aggressione. Il tempo necessario al pubblico ministero di chiedere la loro cattura e al giudice per le indagini preliminari di emettere i provvedimenti. L'aggressione era avvenuta il 3 febbraio 2009; l'arresto fu operato il 24 febbraio.

Nell'interrogatorio di garanzia, a giustificazione di tale condotta, gli energumeni dissero che erano esasperati perché la stessa richiesta l'avevano già fatta e non era stata esaudita. Si tratta di Armando Caccetta, 27 anni, e Cosino Crudo, 33 anni, entrambi di Carovigno, disoccupati, difesi dall'avvocato Mario Laveneziana, già noti alle forze dell'ordine.

Sono comparsi dinanzi al giudice per la prima udienza del processo. Costituite le parti, il giudice ha aggiornato al 19 luglio. I due attualmente si trovano agli arresti domiciliari. La misura cautelare meno dura fu disposta dal tribunale del riesame a seguito di ricorso della difesa.

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