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Carovigno, fine dell’Amministrazione Brandi: dimissioni in blocco

Il sindaco di Fi passa la mano, dal notaio undici consiglieri: rottura definitiva con i fittiani di Zizza

CAROVIGNO – Qualche ora dopo l’azzeramento della Giunta a Carovigno, l’Amministrazione comunale è caduta, per effetto delle dimissioni di undici consiglieri comunali, molti dei quali fittiani fedeli al senatore Vittorio Zizza, già sindaco, e dello stesso primo cittadino Carmine Brandi. Stanco del tira & molla con i partner con i quali aveva vinto le elezioni il 15 giugno 2015 con il 56,07 per cento, rispetto all’altro candidato Francesco De Biasi fermatosi al 43,93 per cento.

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Le dimissioni

Si tornerà alle urne anche a Carovigno, quindi, la prossima primavera. Hanno rassegnato le dimissioni, a quanto pare contemporaneamente, lo stesso primo cittadino e sette consiglieri della maggioranza più quattro dell’opposizione, nello studio notaio Giuseppe Ambrosi, a San Vito dei Normanni. A firmare sono stati il presidente del Consiglio Antonio Barella,  Antonio Pagliara, Madia Maria Capitanio, Annamaria Petrosillo, Mara Petrosillo, Francesca Tagliente e Leonardo Simeone ai quali si sono aggregati i consiglieri di minoranza Massimo Lanzilotti di Ripartiamo dal Futuro, Marzia Bagnulo del Pd e Francesco De Biasi e Vincenzo Radisi indipendenti.

Poco più di tre mesi per organizzare la campagna elettorale che si annuncia particolarmente pirotecnica nel Comune alle prese con una serie di problematiche anche sul piano dell’ordine e della sicurezza, visti i continui attentati incendiari (presa di mira anche l'auto in uso dalla famiglia di Brandi). Oltre alle tensioni sul fronte strettamente politico, interne all’area del centrodestra dopo la rottura definitiva tra il sindaco – ormai ex – di Forza Italia – e Direzione Italia, diventata da qualche giorno Noi con l’Italia per volontà dell’ex ministro Raffaele Fitto. Su scala nazionale Fitto e Berlusconi dopo il periodo della separazione sono tornati al dialogo, tanto da siglare un accordo per la cosiddetta quarta gamba. Che vale come regola generale, con eccezione evidentemente  alle latitudini di Carovigno. Dove, il centrosinistra con in testa il Partito democratico è adesso chiamato a invertire la rotta.

Qui, nell’area del centrodestra, la pace è un lontano ricordo, come raccontano le ultimissime dal Municipio, notizie che si sono susseguite dalla tarda mattinata di oggi, 11 gennaio 2018, sino alle 17: dall’azzeramento della Giunta sino allo scioglimento del Consiglio con conseguente caduta dell’Amministrazione cittadina e nomina di un commissario al quale spetta il compito di traghettare il Comune sino alle prossime elezioni, previste in primavera.

L'azzeramento della Giunta

vittorio zizza-2Cosa è successo? E’ accaduto che le smagliature nei rapporti tra il sindaco Brandi e il gruppo fittiano, riconducibile al senatore Zizza, sono diventate fratture insanabili. Diversità di vedute emerse già la scorsa primavera, visto che il primo cittadino aveva firmato le proprie dimissioni il 27 maggio 2017, salvo poi  - dopo venti giorni - fare marcia indietro nella speranza di riuscire a trovare una via d’uscita. “Le continue richieste di visibilità di alcuni, i continui chiacchiericci nel palazzo Comunale volti a destabilizzare anche il lavoro degli stessi impiegati, mi inducono  oggi ad una decisione forte”, aveva scritto Brandi.

Impossibile. Otto mesi dopo la manovra che ha fermato l’esecutivo, probabilmente sperando di superare l’empasse. Sono bastate poche ore per la fine, maturata dallo stesso Brandi il quale, probabilmente per evitare di essere sfiduciato di fatto fuori dall’Aula, con le dimissioni dei consiglieri comunali di maggioranza, ha preferito battere il gruppo sul tempo lasciando l’incarico. Fatto sta che la caduta c’è stata.

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