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Cronaca

Non solo fuoco a Carovigno: incursione in Comune per rovistare tra carte sindaco

Non solo l'attentato alla villetta di Graziana Zaira Lanzillotti, la consigliera comunale di Carovigno che dopo aver sfiduciato Mimmo Mele, facendogli rischiare la poltrona, si è riallineata all'Ncd e alla maggioranza nelle assise. Ma anche una misteriosa quanto inquietante incursione in Comune

CAROVIGNO - Non solo l’attentato alla villetta di Graziana Zaira Lanzillotti, la consigliera comunale di Carovigno che dopo aver sfiduciato Mimmo Mele, facendogli rischiare la poltrona, si è riallineata all’Ncd e alla maggioranza nelle assise. Ma anche una misteriosa quanto inquietante incursione in Comune, nel cuore della notte: hanno sfondato la porta di palazzo di Città, non si sa bene in quanti. Hanno raggiunto il primo piano, rovistato nella stanza del sindaco. Non hanno portato via nulla, anche perché è scattato il sistema di allarme. Ma è un segnale da non sottovalutare quello dato dagli sconosciuti invasori di luogo pubblico: “Facciamo quel che vogliamo”. L’episodio, così come l’incendio allo pneumatico che è stato posizionato dinanzi all’abitazione della consigliera 24enne. Il rogo appiccato da mano incendiaria ha provocato danni non di pochissimo conto. E’ stata danneggiata una stanza dell’abitazione.

Su entrambi i fatti della scorsa notte indagano i carabinieri che si stanno occupando di tutte le altre vicende che hanno contribuito ad alimentare il clima ad altissima tensione che si vive a Carovigno. Non è chiarissimo quale sia la pista da seguire. Se vadano prese in considerazione come causa di conflitto le schermaglie politiche, che spesso tendono a passare il limite, tra la maggioranza e l’opposizione ai cui vertici vi sono Mele e il senatore Vittorio Zizza, ex amici per la pelle le cui contrapposizioni hanno dato vita in campagna elettorale ad attacchi anche molto duri che possono aver alimentato tensioni fuori controllo.

O se invece si debba passare la lente sulle questioni politico-amministrative che ruotano attorno all’impianto di compostaggio. E infine la maretta che c’è a Torre Guaceto, area marina protetta il cui Cda non ha al momento un presidente, in seguito alle dimissioni rassegnate da Mariella Milani. Era stato denunciato un eccesso di potere affidato a un'unica figura, si è proceduto a una revoca della procura speciale, ma le problematiche sono molteplici e anche attorno all’oasi e alle figure che vi hanno avuto un ruolo c’è stato da spegnere incendi dolosi.

Non si può non citare, nel ricordare gli eventi incandescenti degli ultimi mesi, il raid incendiario al Comune di Carovigno del 6 settembre scorso. Fu appiccato il fuoco all’ingresso dell’edificio comunale. Nelle vicinanze spuntò un messaggio: “No all’impianto di compostaggio”. Più di recente i due incendi in danno di Danilo Del Prete, impresario funebre di Carovigno, nonché consigliere comunale Ncd. Ignoti diedero fuoco all’entrata della sua attività, non molti giorni addietro le fiamme avvolsero anche la sua autovettura.

L’elenco di misfatti sarebbe lunghissimo da riepilogare. Quel che è indubbio è che nel comune governato da Mimmo Mele vi siano problematiche stratificate che hanno scatenato una sottospecie di guerriglia notturna, dalle dimensioni sicuramente locali, ma che interessano una comunità che per quanto piccola ha una sua rilevanza in ambito turistico e nazionale non di poco rilievo. La riserva di Torre Guaceto è uno dei fiori all’occhiello della Puglia, luogo ameno tenuto in grande considerazione dal Ministero dell’Ambiente, scrigno di tesori naturali che mai come negli ultimi tempi ha calamitato un interesse anche turistico e ricettivo tale da veicolare in quel di Carovigno un flusso d’affari non trascurabile.

Dal parcheggio di Penna Grossa, alla gestione dei servizi. Di interessi economici, insomma, ce ne sono. Transitano attraverso il territorio di Carovigno, il mare e le campagne. Proprio lì, nel regno di Mimmo Mele, dove gli schieramenti politici sono contrapposti anche da dissapori che traggono origine da vicende personali. 

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