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Cronaca Ceglie Messapica

Casa, coca e casse da morto: un arresto

CEGLIE MESSAPICA – Due chili e settecento grammi di cocaina nascosti in una credenza di una casa disabitata situata vicino alla chiesa di San Rocco, in manette un insospettabile 30enne, Maurizio Maggiore di Ceglie Messapica, dipendente di un'agenzia di pompe funebri.

CEGLIE MESSAPICA – Due chili e settecento grammi di cocaina nascosti in una credenza di una casa disabitata situata vicino alla chiesa di San Rocco, in manette un insospettabile 30enne, Maurizio Maggiore di Ceglie Messapica, dipendente di un'agenzia di pompe funebri del posto. L'arresto è stato operato dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana, diretti dal tenente Roberto Rampino, nella tarda serata di ieri, a conclusione di un'attenta attività investigativa a suo carico.

I militari, infatti, tenevano sotto controllo il 30enne già da qualche giorno, da quando cioè lo avevano notato girovagare con fare sospetto per le vie della Città Degli Imperiali. Lo hanno pedinato scoprendo che, sempre con atteggiamento sospetto, si recava spesso in una casa abbandonata nei pressi della chiesa di San Rocco a Ceglie Messapica. Maggiore era in possesso delle chiavi, e la porta di quell'abitazione era anti-scasso. Tutti elementi questi che hanno contribuito a tracciare un quadro chiaro della situazione.

Ieri sera, venerdì, quando il 30enne si è recato nuovamente in quella casa, ad attenderlo c'erano i carabinieri. È giunto a bordo una Lancia, ha parcheggiato e mentre stava per entrare in casa si è ritrovato circondato di militari che lo hanno invitato ad aprire la porta con le chiavi in suo possesso. La droga, due panetti da un chilo erano sigillati sottovuoto, era nascosta in una credenza dove all'interno c'era anche la macchinetta per il sottovuoto, bilancino di precisione e tutto il materiale necessario per il confezionamento.

La perquisizione è stata estesa anche alla vettura e a casa del giovane dove vive insieme ai genitori, ma ha avuto esito negativo. Su disposizione del pm di turno Antonio Costantini è stato trasferito in carcere con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Maurizio Maggiore è difeso dall'avvocato Danilo Cito. La droga è stata sequestrata e le indagini dei carabinieri del Norm di Francavilla Fontana ora sono tese a individuare eventuali altri soggetti coinvolti nella vicenda.

 

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