Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Casa vacanze a luci rosse: rischiano il processo magistrato e poliziotta

Notificati gli avvisi di conclusione indagine al cassazionista G. C. e all'agente P. B. . L'appartamento, nel centro di Lecce, è di proprietà del giudice: secondo l'accusa, la coppia avrebbe organizzato anche il collegamento con l'aeroporto di Brindisi. La difesa: "Chiariremo tutto"

BRINDISI – Non un bed&breakfast, non una casa per le vacanze da trascorrere nel Salento, ma un appartamento a luci rosse e per sesso a pagamento: a conclusione delle indagini, la Procura di Lecce ha confermato l’accusa originariamente mossa nei confronti del magistrato cassazionista G. C., proprietario dell’immobile, e dell’agente di polizia in pensione,P.B. compagna del giudice.

Gli avvisi sono stati notificati agli indagati che, a questo punto, rischiano di finire sotto processo nel caso in cui il sostituto procuratore Maria Vallefuoco, titolare del fascicolo d’inchiesta, dovesse esercitare l’azione penale con la formulazione del capo di imputazione e la richiesta di rinvio al giudizio del Tribunale.Con la notifica, gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive o richieste di interrogatorio per chiarire la propria posizione. La valutazione sul da farsi, spetta dagli avvocati difensori Ladislao Massari, Simona Attolini e David Brunelli, legali di fiducia della coppia. Già in sede di interrogatorio, gli indagati aveva respinto l’accusa sostenendo che si sia trattato di un equivoco.

Secondo l’accusa, imbastita sulla base degli accertamenti condotti dagli agenti della Squadra Mobile di Lecce, nell’appartamento si svolgeva un giro di prostituzione. Le prime segnalazioni sono partite dai residenti nella zona, secondo i quali ci sarebbe stato un via vai di uomini nell’arco delle giornate. Da qui l’inizio delle indagini sotto il coordinamento del dirigente Sabrina Manzone, già alla guida del commissariato di Mesagne. Gli appostamenti dei poliziotti hanno portato a scoprire che gli indagati organizzavano anche il collegamento, tramite navetta, tra Lecce e Brindisi, per raggiungere l’aeroporto del Grande Salento.

La Corte d'appello annulla sentenza di condanna 

Il 19 dicembre 2020 la Corte di appello di Lecce, rilevando l'assenza formale dell'accusa, ha annullato la sentenza di condanna di primo grado emessa nei confronti dei due imputati e restituito gli atti alla Procura della Repubblica. Entrambi erano stati assolti dal reato di sfruttamento della prostituzione e condannati ad un anno di reclusione per quello meno grave di favoreggiamento della prostituzione. Tale capo di imputazione, però, non era mai stato formalmente contestato dal pm. Il motivo della mancata contestazione è stato appunto accolto dalla corte d’appello, che ha azzerato il processo di primo grado. 

Articolo aggiornato alle ore 9:32 dell'11 giugno 2021 (la sentenza della corte d'appello)

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