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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Case occupate: il Tar di Lecce accoglie il ricorso dell'Iacp: "Si revochi l'ordinanza del Comune"

FRANCAVILLA FONTANA – Quelle strutture erano dell'Iacp e il Comune di Francavilla è condannato dal Tar per un'ordinanza sindacale che stabiliva l'accesso negli appartamenti per dieci famiglie.

FRANCAVILLA FONTANA - Quelle strutture erano dell'Iacp e il Comune di Francavilla è condannato dal Tar per un'ordinanza sindacale che stabiliva l'accesso negli appartamenti per dieci famiglie.

La sentenza è del Tribunale Amministrativo di Lecce, che dà così ragione all'Istituto Autonomo Case Popolari, che aveva presentato ricorso contro il Comune di Francavilla Fontana. La vicenda risale al 2007, e si riferisce a 10 locali destinati ad uso commerciale, di proprietà appunto dell'Iacp. A seguito di specifici sopralluoghi, l'istituto apprese che gli immobili erano stati occupati da altrettanti nuclei familiari.

Con una nota del 14 giugno 2007 l'Iacp invitava così il Comune di Francavilla ad esibire le autorizzazioni circa il possesso delle unità immobiliari. Di fronte all'assenza di risposte da Palazzo Imperiali, l'Iacp si rivolse agli occupanti per ottenere il rilascio delle strutture. Ma in quell'occasione vennero esibite copie delle ordinanze sindacali numero del 1989 e n. 371 del 1992 con cui l'amministrazione comunale ordinava appunto l'occupazione degli immobili. Con una diffida notificata del 9 marzo 2010, l'istituto invitava a quel punto il Comune di Francavilla a revocare le ordinanze sindacali. Di fronte all'ennesimo silenzio dell'Amministrazione, l'Iacp decide così di adire le vie legali, presentando il ricorso al Tar.

Secondo il Tribunale, citando testualmente, "le ordinanze di cui si chiede la revoca costituiscono il titolo per l'immissione in possesso dei predetti immobili, il riscontro circa la diffida presentata dall'istituto ricorrente è quanto mai necessario al fine di individuare la posizione assunta al riguardo dall'amministrazione comunale, sì da consentire allo stesso istituto di compiere ogni utile valutazione in merito ad eventuali azioni da intraprendere".

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso dichiarando l'obbligo del Comune di Francavilla Fontana di concludere, entro 30 giorni, il procedimento relativo alla diffida ricevuta in data 9 marzo 2010. L'Amministrazione comunale è stata condannata al pagamento delle spese processuali, pari a mille euro.

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