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“Caserma carabinieri al Casale, occupazione abusiva per 17 anni”: accordo bonario

Il Comune chiedeva 76mila euro l’anno, mai pagati. Ora il Ministero dell’Interno propone mezzo milione per saldare il conto

BRINDISI – Diciassette anni senza che sia stato mai pagato l’affitto, nonostante i solleciti del Comune, ente proprietario. Per la caserma dei carabinieri che si trova nel quartiere Casale, il Ministero dell’Interno non ha mai versato nulla, pur continuando ad occupare – abusivamente - lo stabile e adesso, per evitare il contenzioso legale, ha offerto all’Amministrazione mezzo milione di euro (quasi) a titolo di accordo bonario per saldare il debito e mettere la parola fine a una storia che si trascina dal lontano 2001.

Il caso

santi giuffrè-2La situazione sui generis, decisamente particolare tenuto conto dei protagonisti, viene a galla in questi giorni, contestualmente alla decisione adottata dalla struttura commissariale che regge le sorti di Palazzi di città, di accertare quell’offerta. Senza perdere altro tempo. Senza adire le vie legali. Perché se da un lato si continua a garantire la presenza dei militari nel quartiere, dall’altro nelle casse dell’Ente entreranno da qui a poco 407.952 euro. Di conseguenza, il commissario Santi Giuffrè, ha adottato la relativa delibera, con i poteri della Giunta, sulla base della relazione presentata dal segretario generale, Pasquale Greco, in qualità di dirigente responsabile del settore Contratti.

Si scopre, così, che l’immobile che si trova in via Venezia, angolo con via Pescara, ospita la caserma dei carabinieri dal 2001. Venne costruito dal Comune allo scopo di offrire un “tetto” ai militari della stazione, dopo l’attivazione del reparto autorizzata dal Ministero dell’Interno. Lo stesso Ministero che, a distanza di qualche mese, diede il via libera all’occupazione della palazzina comunale.

Cosa è successo in seguito? E per quale motivo l’affitto non è mai stato pagato, sebbene sia stato chiesto dall’Amministrazione cittadina? La risposta si apprende dalla relazione consegnata al commissario nella quale, si è fatto riferimento innanzitutto alla richiesta presentata dalla Prefettura di Brindisi, per conto del Ministero dell’Interno, di “stipulare un contratto di comodato gratuito in attesa dei lunghissimi tempi di approvazione ministeriale del contratto di locazione”. Burocrazia, anche in questo caso.

Il comodato gratuito e il dietro front del Comune

Salvatore Brigante-3A Palazzo di città, l’allora vice sindaco Salvatore Brigante della Giunta di Giovanni Antonino “diede formale assenso alla proposta di comodato gratuito”, ma a distanza di un anno, il 6 novembre 2011 fece dietro front. Marcia indietro: “rifiutò la proposta e chiese il pagamento dell’indennità a titolo di occupazione extracontrattuale, a partire dal 22 febbraio 2001”. Chiese il versamento della somma di 147.800.000 lire l’anno, pari a 76.332 euro e 33 centesimi, somma che era stato quantificata dall’ufficio tecnico.

Quella richiesta è caduta nel vuoto. Mai una risposta. A Palazzo di città, infatti, sono state recuperate le lettere di sollecito indirizzate alla Prefettura. “Fu interessato anche l’ufficio legale interno”, ricordano dal Comune di Brindisi. Venne chiesto, infatti, di “attivare le azioni necessarie per il recupero della somma, diventato credito a tutti gli effetti”. In realtà, essendo lo Stato l’interlocutore inadempiente, nessuna azione giudiziaria è stata avviata in tal senso “in quanto le Amministrazioni che si sono succedute hanno dimostrato una certa riluttanza considerando, evidentemente, l’importanza che una Caserma dei Carabinieri riveste per la sicurezza di un quartiere”. E’ scritto nella relazione del dirigente dell’ufficio contratti.

Lo schema di contratto

Anno dopo anno, si arriva al 2010, più esattamente al 23 novembre, quando si trasmette in Prefettura la deliberazione della Giunta comunale con la quale l’Ente ha approvato lo schema per il contratto di locazione proposto dal Ministero e sottoscritto. Procedura di approvazione che, a quanto pare, a distanza di otto anni sarebbe ancora pendente. “Non è stata ancora conclusa”, spiegano dal Comune. Quanto alle ragioni, nulla si dice.

pasquale-greco-2La situazione resta invariata sino al 27 marzo scorso, quando a Palazzo di città arriva una nota del Ministero per una composizione bonaria “consistente nel pagamento della somma totale di 407.952 euro a copertura di tutto il periodo di occupazione dell’immobile, anche nella prospettiva di un piano di alienazione al Ministero delle caserme, in cambio dell’acquisizione di altri cespiti demaniali al patrimonio comunale”.(nella foto accanto il segretario generale del Comune, Pasquale Greco)

L’accordo bonario

A questo punto, se da una parte sussiste il diritto del Comune di Brindisi a riscuotere le somme, con possibilità di avviare un contenzioso, dall’altra è anche vero che “la sicurezza dei cittadini non è responsabilità esclusiva dello Stato, ma rappresenta una finalità di tutti gli Enti che si occupano di interessi pubblici”. Dunque anche del Comune. Per questo motivo il commissario ha accolto la proposta di accordo bonario. Intanto dalla Prefettura, il dirigente Michele Albertini, uno dei sub commissari di Palazzo di città, cha chiesto all’Amministrazione cittadina di firmare un atto di conciliazione con “urgente riscontro”. Ultimo passo per mettere la parola fine a questa storia. Forse.

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