“Caso Cucchi, carabiniere di Brindisi diffamato su Fb: danni per mezzo milione”

Il Tribunale ammette la costituzione di parte civile di Francesco Tedesco: 31 imputati, alcuni anche accusati di minacce

BRINDISI – Danni per 567mila euro sono stati chiesti dal carabiniere di Brindisi, imputato per la morte di Stefano Cucchi, nel processo in cui è parte lesa in relazione alle accuse di diffamazione su Facebook e minacce, mosse dalla Procura nei confronti di 31 imputati.

L’udienza

massimo ciullo-2Il Tribunale di Brindisi, in composizione monocratica, con il giudice Gienantonio Chiarella questa mattina, 7 marzo 2018, ha ammesso la costituzione di parte civile depositata dall’avvocato Massimo Ciullo (foto al lato) che in giudizio rappresenta il militare Francesco Tedesco, indicato dalla Procura come parte offesa. Il carabiniere originario di Brindisi, nel frattempo, è stato rinviato a giudizio davanti alla Terza sezione della Corte d’Assise di Roma per omicidio preterintenzionale, a conclusione dell’inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta nel 2009. Il geometra romano venne arrestato per spaccio di droga la sera del 16 ottobre di nove anni addietro e morì a distanza di una settimana nell’ospedale Pertini della Capitale.

L’accusa di omicidio preterintenzionale è stata mossa in concorso nei confronti di quattro carabinieri. Tedesco risponde anche di  calunnia e falso verbale di arresto, mentre è stato estinto per prescrizione il reato di abuso di autorità.

Il processo per diffamazione e minacce

Il processo pendente a Brindisi scaturisce dalla denuncia sporta da Tedesco il 15 aprile 2016, all’indomani della pubblicazione sul social network Facebook di una serie di post riferibili a una foto in cui si vedeva lo stesso carabiniere brindisino in costume da bagno. La foto venne postata dalla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, che chiede giustizia per il fratello da anni. Lo scatto divenne oggetto di diversi commenti in breve tempo. Commenti che il sostituto procuratore Giuseppe De Nozza ha rubricato come diffamatori. In alcuni casi anche post a sfondo minatorio perché contenenti minacce di morte estese persino alla famiglia di Tedesco. “Gli spezziamo le gambe” e ancora “deve sputare sangue”, si legge nel capo di imputazione rispetto al quale c’è stata citazione diretta giudizio (senza cioè il passaggio davanti al giudice per l’udienza preliminare).

La richiesta di danni

Secondo l’avvocato Ciullo, sussistono elementi tali per ottenere il risarcimento dei danni anche morali in relazione alla pubblicazione on line di quei messaggi. Per questo il legale di Tedesco ha chiesto complessivamente 567mila euro a titolo di ristoro. Le somme sono state quantificate dalla parte in relazione alla gravità delle condotte contestate dal pm: 15mila euro a testa per 22 imputati, 16mila euro ciascuno per tre imputati e ancora 30mila euro a testa nei confronti di altri tre imputati e infine 33mila euro ciascuno nei confronti di tre imputati.

La difesa

Ventritré imputati sono residenti a Brindisi, cinque a Mesagne, uno a Erchie, uno a Fasano e un altro a San Pancrazio Salentino. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati: Luca Leoci, Laura Beltrami, Giuseppe Guastella, Daniela d’Amuri, Giampiero Iaia, Gianfrancesco Castrignanò, Massimo Protopapa.

Oggi in udienza i penalisti hanno comunicato al Tribunale la disponibilità da parte degli imputati alla riparazione delle condotte contestate, mediante il risarcimento del danno. La decisione spetterà al giudice. Prossima udienza prima della pausa estiva.

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