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Caso Infotirrena, assoluzione definitiva per l’ex assessore: spese legali a carico del Comune

Per Mario Pennetta, titolare della delega alle Finanze, chiuso il giudizio di responsabilità della Corte dei Conti per danno erariale per oltre quattro milioni di euro: "Nessuna colpa". L'Ente dovrà rimborsare all'avvocato 18mila euro per la difesa. Resta sotto processo l'ex dirigente

BRINDISI – Assoluzione definitiva per l’ex assessore alle Finanze del Comune di Brindisi, sotto giudizio di responsabilità della Corte dei Conti per il caso Infotirrena: l’avvocato Mario Pennetta si è lasciato alle spalle la richiesta di risarcimento di danno erariale per oltre quattro milioni di euro legata all’affidamento diretto in favore della società e potrà ottenere dall’Amministrazione cittadina il rimborso delle spese legali sostenute, pari a 18mila euro, perché “non è stata accertata alcuna colpa”.

L'assessore al Bilancio Mario PennettaIl procedimento della magistratura contabile resta in piedi nei confronti del dirigente che all’epoca aveva la responsabilità del settore, Tommaso Gagliani, poi passato alla guida della ripartizione Anagrafe. In questo caso l’ammontare chiesto a titolo di ristoro è pari 3.060.230 euro, oltre interessi maturati e maturandi fino al giorno dell'effettivo soddisfo: rispetto all’impostazione originaria e quindi ai conteggi iniziali della Corte dei Conti sono stati sottratti quasi 800mila euro, in accoglimento di alcune eccezioni sollevate dal difensore.

Storia invece chiusa e archiviata per Pennetta, titolare della delega alle Finanze e al Bilancio  nella Giunta di centrodestra dal primo gennaio 2007 al 31 dicembre del 2009. Non è stata accertata alcuna responsabilità in quanto Pennetta non era un tecnico, ma espressione della parte politica e in tal senso è stata affermata una sorta di esimente per l’ex assessore. Pennetta, a questo punto,  ha diritto a ottenere il rimborso delle spese legali affrontate dal suo avvocato di fiducia, Lorenzo Durano, nel procedimento avviato dalla magistratura contabile: la fattura presentata di recente al Comune ammonta a 18.242,92 euro.

Sotto la lente di ingrandimento, l’arrivo a Palazzo di città nel 2008 della società Infotirrena, sede legale a Follonica in provincia di Grosseto, a cui furono affidati i conteggi per minori entrate Ici, da chiedere allo Stato, in relazione ai fabbricanti rientranti nella categoria D, vale a dire opifici, gli alberghi, i fabbricati destinati ad attività industriali, commerciali o agricole non iscritti in catasto. In seguito a questi accertamenti, il Comune di Brindisi ha incassato quasi trenta milioni di euro, con riferimento al periodo di tempo compreso tra il 2001 e il 2007.

La contestazione era legata alla decisione dell’Ente di non procedere con gara, ma con affidamento diretto. Secondo la Corte dei Conti,  il Comune di Brindisi avrebbe dovuto aderire, come molti altri comuni, alla convenzione fra il Consorzio E- Progress, società d informatica, consulenza e sviluppo software, e l'Anutel, associazione nazionale uffici tributi. L’Amministrazione ha sempre sostenuto di non aver molto tempo a disposizione e di aver scelto la Infotirrena, in quanto "unica società di propria conoscenza, iscritta regolarmente all'Albo dei soggetti abilitati ad accertare e riscuotere Entrate di competenza degli Enti locali, in grado svolgere le necessarie verifiche preliminari e conseguentemente approntare la necessaria documentazione entro il prossimo 30 giugno, al fine di poter predisporre la documentazione necessaria per formulare l'istanza di contributo al ministero per l'esercizio 2007 ed eventualmente per gli anni pregressi. La società, inoltre, “si era dichiarata disposta, per le vie brevi a svolgere la commessa dietro il compenso 14 per cento sul contributo statale, da erogarsi, soltanto nel caso di concessione del contributo”.

Ma per la Corte in tal modo, il Comune si è esposto al pagamento di una somma pari a quattro e 267 mila euro in favore di Infotirrena, importo che "ha costituito, sia pure in parte, un rilevante indebito oggettivo, una spesa inutile, antieconomica che con una maggiore accortezza” poteva essere risparmiata. L'importo esatto è pari a 4.267.005,34 euro. In alcun modo addebitale, per colpa, a Mario Pennetta in qualità di ex assessore alle Finanze.

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