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Caso Marrazzo, domiciliari anche al carabiniere di Ostuni

ROMA - Ha lasciato il carcere di Regina Coeli, dopo sette mesi di detenzione, il carabiniere ostunese Carlo Tagliente (32 anni), uno dei quattro carabinieri della compagnia Trionfale coinvolti nell'inchiesta sul presunto ricatto consumato ai danni dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, a margine dell’anomala irruzione avvenuta il 3 luglio del 2009 nell’appartamento di via Gradoli, mentre il giornalista era in compagnia di una trans, di nome Natalì.

ROMA - Ha lasciato il carcere di Regina Coeli, dopo sette mesi di detenzione, il carabiniere ostunese Carlo Tagliente (32 anni), uno dei quattro carabinieri della compagnia Trionfale coinvolti nell'inchiesta sul presunto ricatto consumato ai danni dell'ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo, a margine dell'anomala irruzione avvenuta il 3 luglio del 2009 nell'appartamento di via Gradoli, mentre il giornalista era in compagnia di una trans, di nome Natalì.

Da stasera Tagliente è stato assegnato ai domiciliari. A disporre la scarcerazione è stato il gip Renato Laviola il quale ha ritenuto attenuate le esigenze di custodia cautelare soprattutto alla luce dell'esito delle audizioni di testimoni tenutesi la settimana scorsa tramite incidente probatorio. Secondo il gip, comunque, resta invariato il quadro indiziario nei confronti di Tagliente, difeso dagli avvocati Marina Lo Faro e Ambra Giovene.

Dei quattro carabinieri accusati di infedeltà l'unico a rimanere a Regina Coeli, ma perché indagato per la morte del pusher Gianguarino Cafasso, è Nicola Testini (38 anni, di Andria). Sabato scorso era uscito dal carcere Luciano Simeone (31 anni, di Napoli), mentre è da tempo in libertà Antonio Tamburrino (28 anni, di Parete, in provincia di Caserta).

Simeone e Tagliente sono a loro volta indagati di concorso, con Testini, per la morte di Cafasso, deceduto il 12 settembre scorso per un'overdose di eroina mascherata da cocaina.

La procura intende impugnare, secondo quanto si è appreso, i provvedimenti del gip che hanno consentito a Tagliente e Simeone di finire agli arresti presso il domicilio.

I difensori del militare ostunese hanno commentato. «Carlo Tagliente - affermano - è agli arresti domiciliari. Si impone una riflessione attenta e amara. Natalì era testimone e oggi è indagata per cessione di stupefacenti. Le sue dichiarazioni e quelle di Piero Marrazzo sono contrastanti su molte circostanze. Non è sicuro neppure l'importo che si pretende sottratto a Marrazzo, né quando ciò sia avvenuto. Per certo, invece, Carlo Tagliente ha subito 7 mesi di carcere e un'onda mediatica soffocante. Confidiamo nell'inizio di un nuovo percorso giudiziario e umano".

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