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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Ostuni

Caso Marrazzo: Tagliente a giudizio

ROMA - Con cinque rinvii a giudizio, un proscioglimento, e due condanne con patteggiamento si è conclusa l'udienza preliminare davanti al gup Stefano Aprile in merito ad un presunto tentativo di ricatto orchestrato ai danni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo da parte di alcuni carabinieri in servizio presso la compagnia di trionfale che lo sorpresero, il 3 luglio del 2009, in compagnia della trans Natali. Per il blitz nel monolocale in via Gradoli del viado, il gip ha rinviato a giudizio i carabinieri Nicola Testini, Luciano Simeone e l'ostunese Carlo Tagliente. Ma cadono le accuse più pesanti.

ROMA - Con cinque rinvii a giudizio, un proscioglimento, e due condanne con patteggiamento si è conclusa l'udienza preliminare davanti al gup Stefano Aprile in merito ad un presunto tentativo di ricatto orchestrato ai danni dell'ex presidente della Regione Piero Marrazzo da parte di alcuni carabinieri in servizio presso la compagnia di trionfale che lo sorpresero, il 3 luglio del 2009, in compagnia della trans Natali. Per il blitz nel monolocale in via Gradoli del viado, il gip ha rinviato a giudizio i carabinieri Nicola Testini, Luciano Simeone e l'ostunese Carlo Tagliente. Ma cadono le accuse più pesanti.

Testini, infatti, non dovrà rispondere dell'accusa di omicidio volontario pluriaggravato in relazione alla morte del pusher Gianguerino Cafasso avvenuta tra l'11 e il 12 settembre 2009 in una stanza dello hotel Romulus, qualificando invece il fatto come evento non voluto e cioè conseguente ad altro reato (la cessione della droga). Così pure, per quanto attiene il decesso di Cafasso, venuta meno anche l' accusa di concorso in omicidio per Simeone e Tagliente. Un quarto militare, Antonio Tamburrino, risponderà della sola ricettazione del video che ritraeva Marrazzo in compagnia del trans. A giudizio è finita anche la stessa Natalì (al secolo Alexander Josè Vidal Silva) accusata di due episodi di spaccio di sostanze stupefacenti legati agli incontri con Marrazzo. Altra circostanza che scagiona, dall'accusa specifica di detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, il militare ostunese ed i suoi colleghi: non furono loro, infatti, come sostenuto in sede di accusa, a procacciare la droga alla trans durante l'incontro con Marrazzo.

È stato invece prosciolto il pusher Massimo Salustri con la formula ?perchè il fatto non sussiste», dall'accusa di violazione della legge sugli stupefacenti. Hanno invece patteggiato la pena lo spacciatore Bruno Semprebene (due mesi di reclusione in continuazione con altra condanna per un'analoga vicenda) ed Emiliano Mercuri (un anno e quattro mesi). Il processo per i cinque rinviati a giudizio inizierà il 31 maggio prossimo davanti alla nona sezione penale del tribunale.

In tribunale, il ministero della Difesa e degli Interni compariranno nella duplice veste di parte civile e di responsabile civile. Stesso discorso per l'imputata Natali che è parte civile, assieme a Marrazzo, per il blitz dei carabinieri nella sua abitazione.

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