Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Cava abusiva scoperta dai carabinieri del Noe: sequestro da 7 milioni

Ammonta a circa 7 milioni di euro il valore dei beni sequestrati dai carabinieri del Noe di Lecce al culmine di un’indagine riguardante una cava in contrada “Carmine Caturo”, nelle campagne di Carovigno

La cava posta sotto sequestro

CAROVIGNO – Ammonta a circa 7 milioni di euro il valore dei beni sequestrati dai carabinieri del Noe di Lecce al culmine di un’indagine riguardante una cava in contrada “Carmine Caturo”, nelle campagne di Carovigno, in cui veniva effettuata abusivamente l’attività estrattiva. Il titolare dell’attività è stato denunciato presso la procura della Repubblica di Brindisi per una serie di irregolarità in materia ambientale e sul fronte della sicurezza sul lavoro.

I sigilli sono stati apposti a un’area di circa diecimila metri quadrati, all’interno della quale era stata esercitata (senza autorizzazione, secondo gli investigatori) l’attività estrattiva di pietra calcarea bianca.

Inoltre sono finiti sotto sequestro: tre locali estesi per complessivi duecento metri quadrati adibiti ad uffici, segheria, tornio e ad altre attività di lavorazione della pietra; una macchina cavatufi eletrica, un muletto, una pala meccanica ed altre attrezzature; trenta pedane contenenti manufatti in pietra già pronti per la commercializzazione; trenta pedane contenenti manufatti in pietra già pronti per la commercializzazione.

Sequestro cava Carmine Caturo a Carovigno-2

L’amministratore unico della società proprietaria della cava è accusato di aver esercitato attività estrattive in assenza di autorizzazioni all’omessa presentazione della denuncia di inizio lavori ad autorità competenti ed organi di vigilanza, dell’omessa nomina del direttore tecnico, di mancata predisposizione dei documenti sulla stabilità dei fronti di cava e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Inoltre allo stesso è stata anche contestata l’attivazione di uno scarico abusivo di acque reflue industriali e l’inosservanza del provvedimento di diffida impartitogli dall’ufficio minerario regionale che in passato aveva riscontrato alcune irregolarità. Oltre all’autorità giudiziaria, il Noe ha provveduto ad informare dell’avvenuto sequestro anche le autorità  amministrative per i provvedimenti di competenza.
 

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