Cronaca

Impianto produzione Cdr, esclusa dal consulente la risoluzione del contratto

Nessuna inadempienza della Nubile rispetto alla messa in marcia dell’impianto di biostabilizzazione e produzione di combustibile da rifiuto. Se “colpe” ci sono state, sono ascrivibili alle condizioni in cui è stato dato in gestione al privato, in altre parole è da escludere la risoluzione del contratto quando l’impresa si è trovata a gestire un sito obsolescente

BRINDISI – Nessuna inadempienza della Nubile rispetto alla messa in marcia dell’impianto di biostabilizzazione e produzione di combustibile da rifiuto. Se “colpe” ci sono state, sono ascrivibili alle condizioni in cui è stato dato in gestione al privato, in altre parole è da escludere la risoluzione del contratto quando l’impresa si è trovata a gestire un sito obsolescente.

Nel braccio di ferro sull’impianto che si trova alla zona industriale, alla fine, l’ha spuntata la ditta brindisina, con la certezza di aver fatto tutto quello che era a suo carico e la certificazione in tal senso che arriva dall’avvocato del Foro di Lecce chiamato dai Comuni che fanno parte dell’Oga (Organo di gestione d’ambito) ad esprimere un parere pro-veritate per sciogliere il nodo.

Non ha avuto dubbi Angelo Vantaggiato nella ricostruzione della vicenda: è tutto scritto nella lettera spedita al Comune di Brindisi, missiva che adesso costituisce un tassello importante nella storia da sempre intricata della gestione dei rifiuti, anche alla luce dell’evoluzione delle disposizioni di legge in materia.

Quel parere, infatti, rappresenta il nuovo punto di partenza per andare avanti e pensare al futuro. Perché un “domani” per l’impianto di via per Pandi c’è: il contratto deve andare avanti, in caso contrario sarebbe l’impresa ad essere legittimata a chiedere un risarcimento danni alla parte pubblica, dal momento che ha investito più di due milioni di euro (2.080.0000) per rendere “moderno” quel che c’era.

La quaestio è stata chiarita una volta per tutte questo pomeriggio (29 aprile), il problema da definire adesso è costituito dalla tariffa per il conferimento: l’interlocuzione tra il pubblico e il privato proseguirà la prossima settimana. Sul tavolo dell’Oga c’è la proposta dell’amministratore della ditta Nubile, Luca Screti, e c’è la risposta del dirigente dell’Oga, Fabio Lacinio, in forza all’amministrazione comunale di Brindisi.

I due si sono visti a Palazzo Nervegna dinanzi ai sindaci dei Comuni di Brindisi, per il quale c’era anche l’assessore Antonio Monetti, e San Pietro Vernotico, nonché al commissario che regge le sorti dell’amministrazione di Erchie. I rappresentanti degli altri 17 Enti che fanno parte dell’Organo d’Ambito sono stati convocati per la prossima volta.

Secondo la parte pubblica, la partenza più ragionevole nell’ottica di arrivare all’intesa definitiva, è costituita dalla tariffa di conferimento indicata nell’ordinanza con cui il sindaco, nel 2014, intimava la messa in marcia, vale a dire 94,99 euro per tonnellata. A questo importo andrebbero sottratte le somme per il trasporto e il mancato conferimento del combustibile da rifiuto non prodotto a dispetto delle previsioni, probabilmente contaminate dall’ottimismo sull’efficienza dell’impianto, con il risultato che si arriva a 60 euro per tonnellata.

L’elemento da sottrarre altro non sarebbe, se non il risultato della conversione in euro delle tonnellate, spiegano i “tecnici”, secondo cui il mancato conferimento ammonterebbe a 760mila euro. Per la ditta Nubile, agganciare il punto di partenza del confronto alla tariffa indicata nell’ordinanza è sicuramente auspicabile.  Ma il privato sostiene che le somme dovute per il trasporto e per il mancato conferimento del Cdr andrebbero “spalmate”  nel periodo che va da febbraio ad aprile di quest’anno, dal momento che l’ordinanza del 2014 comprende il mese di gennaio, con il risultato che si arriva a circa 70 euro per tonnellata.

La somma pari a 760mila euro andrebbe divisa per i mesi necessari alla realizzazione del revamping, da sei a nove. Nel business plan prodotto dalla Nubile e finito agli atti, c’è un investimento di 11.987.973 euro, come richiesto dal disciplinare, che la ditta intende rispettare. La differenza tra le parti, a conti fatti, è di dieci euro circa. Ci sono altri sette giorni di tempo per riflettere.

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