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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

C'è il nuovo arcivescovo, è di Ceglie

BRINDISI - Domenico Caliandro, 65 anni, originario di Ceglie Messapica, presidente della Commissione regionale episcopale per i migranti, è il nuovo arcivescovo di Brindisi al posto di Rocco Talucci, che lascia per raggiunti limiti di età (75 anni). Monsignor Caliandro proviene dalla Diocesi di Nardò-Gallipoli dove opera dal 13 maggio 2000 dopo essere stato vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, dal 1993 al 1999.

BRINDISI - Domenico Caliandro, 65 anni, originario di Ceglie Messapica, presidente della Commissione regionale episcopale per i migranti, è il nuovo arcivescovo di Brindisi al posto di Rocco Talucci, che lascia per raggiunti limiti di età (75 anni). Monsignor Caliandro proviene dalla Diocesi di Nardò-Gallipoli dove opera dal 13 maggio 2000 dopo essere stato vescovo della Diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, dal 1993 al 1999.

L'annuncio del nome del nuovo arcivescovo è stato dato questa mattina dallo stesso monsignor Rocco Talucci che a mezzogiorno ha convocato il clero diocesano e i fedeli presso la Basilica Cattedrale di Brindisi, fa sapere un comunicato della Curia brindisina. Il medesimo annuncio è stato dato, in contemporanea, anche presso la Diocesi di Nardò-Gallipoli.

Al compimento del settantacinquesimo anno, infatti, così come prevede il Codice di Diritto Canonico, Rocco Talucci aveva rassegnato le sue dimissioni a Papa Benedetto XVI. L'accoglimento delle dimissioni è la notizia giunta stamani della nomina del successore. Ma Talucci continuerà il suo ministero presso la Diocesi di Brindisi fino alla presa di possesso canonico da parte del nuovo arcivescovo. Il Papa, infatti, lo ha nominato, contestualmente alla designazione del successore, amministratore apostolico dell'Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

I primi ad apprendere la notizia dall'arcivescovo dimissionario sono stati i membri del clero diocesano, gli stretti collaboratori di Rocco Talucci, quindi l'arcivescovo ha dato l'annuncio ufficiale del nome del suo successore ai sacerdoti, ai religiosi e ai fedeli convenuti nella Basilica Cattedrale. Subito dopo è stata data lettura del messaggio che il nuovo arcivescovoha inviato alla comunità diocesana brindisina. L'arrivo del nuovo arcivescovo sarà comunicato nelle prossime settimane.

Il messaggio dell'arcivescovo eletto, mons. Domenico Caliandro

Carissimi fratelli e figli, fin dagli inizi della mia esperienza vocazionale risuona nel mio animo l'espressione del salmista: "Signore, nella tua volontà è la mia gioia" (Sal 118,16). Questa convinzione mi ha sempre sostenuto ma soprattutto nei momenti decisivi della vita, quando la sequela del Signore Gesù mi ha chiesto un ulteriore abbandono alla volontà del Padre e il servizio incondizionato alla Chiesa, questa Parola è divenuta àncora di salvezza, forza, rifugio e conforto.

Anche ora risplende questa verità: quando mi è stata comunicata la volontà del Santo Padre Benedetto XVI che mi chiedeva di servire la Chiesa vivente ed operante nella Diocesi di Brindisi - Ostuni, anche allora ho ripetuto con il salmista: Signore, nella tua volontà è la mia gioia! Ho accettato consapevole che "tutto posso in Colui che mi dà la forza (Fil 4,13)".

Vengo dunque tra voi come l'amico dello Sposo della Chiesa, Cristo Signore. Sia intercessore in questo momento san Giovanni Battista, colui che indica al mondo l'Agnello di Dio che porta su di sé il peccato del mondo: compito principale di un Vescovo è, infatti, accompagnare il popolo affidatogli all'incontro con Cristo affinché Egli cresca nel cuore di tutti e di ciascuno, custodendo la bellezza della Sposa di Cristo attraverso l'ascolto costante della Parola di vita, la celebrazione autentica dei sacramenti e l'esercizio della carità.

Vengo tra voi imitando Colui che non è venuto per essere servito, ma per servire tutti e rendere la sua Chiesa "senza macchia né ruga o alcunché di simile ma santa e immacolata (Ef 5,27). Servo di tutti senza tuttavia essere schiavo di nessuno.

Vengo tra voi per ripresentare sacramentalmente il Cristo capo che vivifica e tiene unite tutte le membra del suo Corpo. Nel suo Nome mi adopererò per custodire il dono della comunione ecclesiale. Accogliendo questo dono ciascuno di noi potrà crescerà nella fedeltà al mandato del Signore che intercede presso il Padre "ut unum sint" (Gv 17,11). Comunione e fedeltà sono percorsi a me estremamente cari; sono certo che lungo questo percorso sapremo camminare insieme.

Fin d'ora a tutti esprimo la mia sincera gratitudine. Questo grazie che precede la mia venuta tra voi, presto si riempirà di volti, di sentimenti, di voci, di sguardi. La speranza che nutro è di incontrare ciascuno di voi e di "poter parlare a viva voce, perché la nostra gioia sia piena" (2Gv 12).

Ringrazio l'Arcivescovo Rocco che per dodici anni è stato in mezzo a voi come testimone dell'amore del Padre, vivendo con dedizione il servizio alla Chiesa diocesana; allo stesso modo, saluto e ringrazio l'Arcivescovo emerito Mons. Settimio Todisco: ad entrambi chiedo di continuare a pregare per questa amata Diocesi.

Saluto con paterno affetto tutti i sacerdoti e i diaconi: a loro rivolgo un particolare pensiero perché insieme si cresca e si diventi presbiterio unito e formato, attento alla retta trasmissione del depositum fidei, fedele agli impegni del celibato, pronto a donarsi senza riserve. In modo particolare, saluto i sacerdoti anziani e ammalati: alla loro preghiera affido il mio ministero.

Saluto con stima sincera tutti i religiosi, le religiose e gli appartenenti agli Istituti secolari presenti sul territorio diocesano. Un affettuoso pensiero rivolgo alle comunità di vita claustrale. Ho imparato ad apprezzare la vita consacrata come un reale dono di Dio che renda preziosa la Chiesa. A tutti i consacrati manifesto la mia disponibilità.

Con speranza, guardo ai giovani che si stanno formando nel Seminario maggiore e minore: in voi, cari seminaristi, la Chiesa con fiducia scorge il suo futuro. Sappiate essere radicali nel rispondere alla voce del Maestro che chiama, servendo con sincerità, trasparenza ed essenzialità la vostra vocazione.

Con rispetto rivolgo il mio deferente saluto alle autorità civili e militari. Nella misura in cui lo consentirà la missione spirituale e pastorale del Vescovo, potete contare sulla mia collaborazione per la promozione e la soluzione dei problemi della gente, alla luce dei principi evangelici e della esperienza di umanità della Chiesa.

Saluto cordialmente tutti gli ammalati, gli anziani e tutti coloro che nella sofferenza fisica o morale vivono la conformazione a Cristo crocifisso, rendendo ancor più feconda l'azione pastorale. Esprimo particolare vicinanza a tutti coloro che si trovano in situazioni economiche e sociali difficili; a coloro che hanno perso il lavoro e la speranza nel futuro; alle famiglie che vivono il dramma della povertà. A tutti offro la mia preghiera e il mio sostegno.

Saluto tutte le aggregazioni laicali che con la loro presenza manifestano la molteplicità dei doni e dei carismi con cui lo Spirito arricchisce la Chiesa e manifestano la gioiosa testimonianza dell'appartenenza a Cristo.

Saluto tutti gli uomini e le donne di buona volontà che, seguendo il dettame della loro coscienza, si adoperano per un mondo dove cresca ciò che è buono, giusto e bello. A tutti esprimo la mia stima e il mio apprezzamento.

Affido il mio ministero episcopale a Maria Santissima tanto amata da questa comunità e da essa invocata e venerata con ricchezza di titoli e ai santi Leucio e Oronzo, perché mi assistano nel servizio che svolgerò in mezzo a voi. Mi affido anche a tutti voi, fratelli e sorelle, membra vive di questa amata comunità ecclesiale; con semplicità chiedo di farmi spazio nei vostri cuori. Vi assicuro che nel mio ci siete già tutti, perché già mi siete diventati cari. Vi benedico di cuore.

La scheda di mons. Domenico Caliandro

Mons. Domenico Caliandro é nato a Ceglie Messapica (Br) il 5 settembre 1947, ha conseguito la maturità classica presso il Pontificio Seminario Regionale di Molfetta nel 1966 e, dopo l'anno filosofico passato al Seminario Romano Maggiore, ha proseguito gli studi nella Pontificia Università Lateranense, conseguendo nel 1971 la Licenza in Sacra Teologia e nel 1988 il Dottorato. Ha espletato il corso in Teologia Morale presso l'Accademia Alfonsiana in Roma. Si è laureato in Filosofia presso l'Università statale di Bari nel 1986.

È stato ordinato Diacono il 31 ottobre 1970 e Sacerdote il 18 marzo 1971. È nominato Cappellano d'onore di Sua Santità il 6 marzo 1986. Ha svolto il ministero sacerdotale come animatore e professore di religione nel Pontificio Seminario Romano Minore, come vice rettore nel Seminario diocesano di Oria (Br), vice parroco nella parrocchia San Rocco in Ceglie, poi parroco nella parrocchia San Francesco in Oria, canonico teologo nel Capitolo Cattedrale di Oria, cooperatore del Rettore del Santuario di San Cosimo in Oria.

È stato docente di religione nel liceo classico "V. Lilla" di Francavilla Fontana (Br); dal 1979 docente di Teologia Morale e di Antropologia ed Etica filosofica nell'Istituto Teologico del Pontificio Seminario Regionale di Molfetta (Ba) e di Teologia Morale nell'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Oria, Vicario Foraneo della Vicaria SS. Pietro e Paolo Apostoli e poi Vicario Episcopale per i Ministeri Ordinati e il Diaconato Permanente. Dal 1976 al 1980 Segretario del Consiglio Presbiterale, poi membro dei Consigli: Episcopale, Presbiterale Pastorale e del Collegio dei Consultori.

Il 23 aprile 1993 è stato nominato Vescovo della Diocesi di Ugento - S. Maria di Leuca, dove ha svolto per sette anni il suo ministero episcopale, fino al 13 maggio 2000. Il 12 luglio 1999, dopo la scomparsa di Mons. Vittorio Fusco, è stato nominato Amministratore Apostolico della Diocesi di Nardò - Gallipoli. Il 13maggio 2000, il Beato Giovanni Paolo II lo nomina Vescovo della Diocesi di Nardò-Gallipoli, di cui prende canonicamente possesso il 3 luglio 2000. Dal 2006 al 2009 svolge la sua prima Visita pastorale alla Diocesi di Nardò-Gallipoli.

In data 20 ottobre 2012, il Santo Padre Benedetto XVI lo nomina Arcivescovo di Brindisi-Ostuni. Nell'ambito della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) è membro della Commissione episcopale per il laicato. Nella Conferenza Episcopale Pugliese gli è affidata la presidenza della Commissione regionale per i migranti.

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