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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca Ceglie Messapica

Ceglie, Comune in bolletta: deve 200mila euro per gas e acqua

CEGLIE MESSAPICA - Bollette non pagate per un totale di 200mila euro. E’ la mannaia che si è abbattuta sul Comune di Ceglie Messapica, destinatario di tre ingiunzioni di pagamento da parte della Italcogim, società che gestisce la distribuzione del gas metano, e dall’Acquedotto pugliese. I solleciti di pagamento a cinque zeri, sono giunti al municipio cegliese nei giorni scorsi, una brutta gatta da pelare: da una parte l’urgenza di pagare, pena la sospensione delle forniture di energia elettrica nel plesso scolastico Edmondo De Amicis, dall’altra, gli equilibri di bilancio da salvaguardare, pena lo sforamento del patto di stabilità.

CEGLIE MESSAPICA - Bollette non pagate per un totale di 200mila euro. E' la mannaia che si è abbattuta sul Comune di Ceglie Messapica, destinatario di tre ingiunzioni di pagamento da parte della Italcogim, società che gestisce la distribuzione del gas metano, e dall'Acquedotto pugliese. I solleciti di pagamento a cinque zeri, sono giunti al municipio cegliese nei giorni scorsi, una brutta gatta da pelare: da una parte l'urgenza di pagare, pena la sospensione delle forniture di energia elettrica nel plesso scolastico Edmondo De Amicis, dall'altra, gli equilibri di bilancio da salvaguardare, pena lo sforamento del patto di stabilità.

La prima bolletta giunta alla destinazione del municipio cegliese è esattamente quella relativa alla scuola primaria in via Niccolò Machiavelli, per consumi effettuati nell'arco di tre anni o poco meno, ossia da ottobre 2007 a giugno 2010. Pare che nel periodo di tempo indicato, nessuno abbia effettuato la lettura dei contatori, accumulando bollette non pagate fino all'accumulo del debito stratosferico: 100mila euro. Sembrava finita qui, ma non era tutto. Nei giorni successivi infatti, sempre all'indirizzo dello stesso destinatario sono giunte altre due ingiunzioni di pagamento, stavolta da parte dell'ufficio legale e riscossione crediti dell'Acquedotto pugliese. Anche in questo caso si trattava di consumi relativi ad uffici e immobili comunali, accumulati nel corso di quattro anni, esattamente dal 2005 al 2009. Importo totale, anche in questo caso, da capogiro: 100mila euro.

Il totale, è di quelli che mettono in crisi non solo le finanze comunali, ma anche il patto di stabilità dato che il Comune, per far fronte ai debiti, sarà costretto a mettere mano ad un ulteriore finanziamento alla Cassa depositi e prestiti. A meno che l'amministrazione non riesca ad ottenere, come pare sia negli auspici dell'esecutivo, la possibilità di saldare il debito a rate lungo un lasso di tempo il più duraturo possibile.

La domanda che pesa sulla amministrazione comunale, in ogni caso, a questo punto è: come mai nessuno se ne era accorto prima? (redazione)

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