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Cronaca Ceglie Messapica

Ceglie, masseria della droga: assolta la moglie di "Armandone"

BRINDISI - Il tribunale di Brindisi assolve dall’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti la 47enne Maria Carmela Masciali in Bellanova, meglio nota come moglie di Armando Bellanova, 51 anni, detto Armandone, già condannato per 416 bis. La donna, difesa dagli avvocati Aldo Gianfreda e Danilo Cito, è stata assolta per non aver commesso il fatto. Condannato invece a quatto anni, per lo stesso episodio, il cegliese Cosimo Lamarra, 31 anni, finito in manette nello stesso blitz risalente alla notte fra il 26 e il 27 agosto dello scorso anno in cui i poliziotti trovarono nella masseria-bunker in contrada Pisciacalze a Ceglie Messapica, circa mezzo chilo di eroina. Per questa vicenda il capofamiglia è già stato condannato a dieci anni di carcere, pena comprensiva dello sconto previsto per la celebrazione del rito abbreviato. Il figlio Daniele invece, che aveva chiesto e ottenuto il patteggiamento, è stato condannato a tre anni.

BRINDISI - Il tribunale di Brindisi assolve dall?accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti la 47enne Maria Carmela Masciali in Bellanova, meglio nota come moglie di Armando Bellanova, 51 anni, detto Armandone, già condannato per 416 bis. La donna, difesa dagli avvocati Aldo Gianfreda e Danilo Cito, è stata assolta per non aver commesso il fatto. Condannato invece a quatto anni, per lo stesso episodio, il cegliese Cosimo Lamarra, 31 anni, finito in manette nello stesso blitz risalente alla notte fra il 26 e il 27 agosto dello scorso anno in cui i poliziotti  trovarono nella masseria-bunker in contrada Pisciacalze a Ceglie Messapica, circa mezzo chilo di eroina. Per questa vicenda il capofamiglia è già stato condannato a dieci anni di carcere, pena comprensiva dello sconto previsto per la celebrazione del rito abbreviato.  Il figlio Daniele invece, che aveva chiesto e ottenuto il patteggiamento, è stato condannato a tre anni.

Il blitz dei poliziotti del commissariato di Ostuni condusse alla scoperta di un laboratorio della droga nella masseria, e all?arresto di Armando Bellanova e famiglia, più un ?lavorante?. Per fare irruzione nella blindatissima masseria di Armandone, in quella notte di agosto gli agenti del commissariato attesero che due clienti a bordo di una Fiat Punto si allontanassero dal cancello di ingresso, dopo aver acquistato la sostanza stupefacente di cui avevano bisogno, per poi bloccarli a debita distanza facendosi consegnare l?auto. A bordo della stessa, alcuni investigatori tornarono indietro e diedero i due colpi di clacson convenzionali davanti al cancello chiuso. Daniele Bellanova fu tratto in inganno: attraverso il monitor del sistema di videosorveglianza riconobbe l?auto e pensò che i clienti volessero altra roba, o avessero qualche problema.

Così aprì e la polizia fece ingresso nel perimetro della masseria prima che ?Armandone? e congiunti riuscissero a togliere di mezzo il chilo di eroina brown sugar che stavano tagliando e dividendo in dosi nella cucina della casa. Poco dopo scattò anche il sequestro anticipato della masseria di contrada Pisciacalze, teatro dell?operazione, e del terreno annesso. Il provvedimento scattò al termine degli accertamenti patrimoniali condotti dalla Divisione anticrimine diretta dal vicequestore Angelo Loconte. Il patrimonio immobiliare sequestrato è costituito da ?un?abitazione al piano terra, un locale deposito al piano seminterrato ed una autorimessa al piano terra? del valore commerciale stimato di oltre 400 mila euro.

?Peraltro, l?intero plesso, che insiste su di un terreno agricolo di 40,39 are? era totalmente privo di concessione edilizia ed era oggetto di una pratica di sanatoria presso il Comune di Ceglie Messapica. Il presidente del tribunale delle misure di prevenzione, Gabriele Perna, annotò nel provvedimento di sequestro anticipato dei beni che ?dall?esame delle dichiarazione dei redditi dell?interessato è risultato che il reddito complessivo del nucleo familiare è stato esiguo ed a stento sufficiente a soddisfare i bisogni primari dello stesso. Cosicché la disponibilità degli immobili appare del tutto incompatibile con le disponibilità finanziarie lecite?.

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