Cronaca

La latitanza "protetta" dell'ex poliziotto-attore Scu: arrestato anche l'albergatore

E' il gestore di un hotel in quel di Mesagne ed è stato indicato dal pentito Ercole Penna come persona "a disposizione dell'organizzazione perché in grado di fornirci un appoggio logistico quando necessario".

BRINDISI - E’ il gestore di un hotel in quel di Mesagne ed è stato indicato dal pentito Ercole Penna come persona “a disposizione dell’organizzazione perché in grado di fornirci un appoggio logistico quando necessario”.

E’ Luigi Martina, il quarto dei destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver favorito la latitanza in Germania dell’ex poliziotto – attore Gennaro Solito, di Ceglie Messapica, condannato a 13 anni in appello per associazione per delinquere di stampo mafioso. Martina si è costituito stamani, al fianco del suo legale Raffaele Missere, presso il comando provinciale dei carabinieri di Brindisi. Era irreperibile dal 25 novembre scorso, quando i militari dell’Arma diedero esecuzione al provvedimento a firma del gip di Lecce, Giovanni Gallo.

Gli indagati in tutto sono in cinque: Angelo Barletta e Nicola Barletta, titolari di una scuola guida; Gino Martina, nipote di Solito; Roberto Valente e Francesco Barletta, parcheggiatori del club Da Rosa. Sono difesi dagli avvocati Aldo Gianfreda e Danilo Cito e Cosimo Deleonardis.  

Il favoreggiamento contestato riguarda principalmente il reperimento di documenti per agevolare la latitanza. L'attività di indagine si è basata soprattutto sul ricorso alle intercettazioni telefoniche. Angelo Barletta è indagato a piede libero. Gino Martina, che lavora fuori, era inizialmente irreperibile. Gli indagati secondo gli investigatori avrebbero anche mantenuto i contatti tra Solito e altri associati, ai quali avrebbero trasmesso le istruzioni del latitante informandolo delle ricerche e degli accertamenti che i carabinieri stavano svolgendo per la sua cattura. Valente, attraverso una falsa denuncia di smarrimento, avrebbe fornito a Solito tre suoi documenti di identità da lui utilizzati per sottrarsi alle ricerche. L’autorità Giudiziaria ha anche contestato agli indagati l’aggravante della finalità mafiosa. 

MARTINA LUIGI-2“Gino” Martina è giunto stamani a Bari in aereo e si è poi consegnato ai carabinieri brindisini. E’ ritenuto un personaggio di rilievo negli equilibri della criminalità organizzata indigena. “Quanto alla latitanza di Daniele Vicientino e Tobia Parisi – spiega Penna – non sono in grado di dare indicazioni precise sui luoghi ove possono trascorrere la latitanza, tra i soggetti a noi vicini che hanno la possibilità di sostenere la latitanza c’è tale Gino, titolare dell’albergo ‘Villa Aurelia’. Si tratta, anche in questo caso, di persone non formalmente affiliate ma comunque a disposizione”.

Secondo l’accusa, nel caso di Solito, Martina avrebbe aiutato lo stesso a mantenere i contatti con i familiari “allo scopo di eludere le attività di ricerca e di intercettazione svolte dai carabinieri nei confronti di questi ultimi”.

Era stato identificato “in maniera certa” secondo gli investigatori perché titolare di un’utenza con la quale aveva contattato la giovane compagna di Solito per aggiornamenti sulle vicissitudini in terra straniera del “bambino”, il latitante che cercava di sfuggire alle ricerche. 

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