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Giovedì, 13 Giugno 2024
Cronaca Ceglie Messapica

Ceglie Messapica. Inchiesta sui parcheggi: in quattro rischiano il processo

I reati formulati nella richiesta del pm Raffaele Casto sono abuso d'ufficio in concorso, truffa pluriaggravata in concorso e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale: coinvolti il comandante della polizia locale, l'ex assessore alla polizia locale, la dipendente all’epoca dei fatti in servizio presso l'ufficio protocollo e il legale rappresentante dell'azienda che gestiva il servizio

CEGLIE MESSAPICA - Le strisce blu sarebbero state attivate senza che fosse stata emessa la prevista ordinanza, procurando così un ingiusto vantaggio patrimoniale alla ditta che gestiva il servizio e quindi un ingiusto danno ai cittadini e avventori. Ma non solo, la pubblicità del servizio di attivazione sarebbe stata fatta attraverso una ordinanza falsamente emessa con l'alterazione del documento informatico pubblico nel sistema informatico di protocollazione degli atti in arrivo ed in partenza all'ufficio protocollo.

Tutto è accaduto al Comune di Ceglie Messapica nell'aprile del 2019. A conclusione delle indagini condotte dalla guardia di finanza di Ostuni, nel procedimento sono coinvolti il comandante della polizia locale di Ceglie Messapica, Cataldo Bellanova, l'ex assessore alla polizia locale, Grazia Santoro (attuale consigliera comunale di maggioranza), Nino Di Bernardo nato a Gallipoli e legale rappresentante della ditta "Sis segnaletica industriale stradale srl" con sede a Corciano (Perugia) e Giuseppina Galetta, all'epoca dei fatti dipendente a tempo determinato del Comune, in servizio presso l'ufficio protocollo.

I reati formulati per i quattro, nella richiesta di rinvio a giudizio del pm Raffaele Casto, sono abuso d'ufficio in concorso, truffa pluriaggravata in concorso e falsità materiale commessa da pubblico ufficiale. Il reato di abuso d'ufficio in concorso viene contestato a Santoro, Bellanova e Di Bernardo per "aver procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale (costituito da introiti netti degli incassi in monete e servizi di abbonamento nel periodo tra l'1 aprile 2019 al 17 aprile 2019 per un importo di circa 3600 euro) arrecando contestualmente un danno ingiusto al Comune e ai cittadini, senza che fosse stata emessa la prevista ordinanza". Quindi i cittadini, si legge ancora negli atti del pm "ignari  dell'assenza di una ordinanza efficace, esecutiva ed esecutoria, introducevano monete, stipulavano abbonamenti" o addirittura venivano multati in assenza di grattino per un introito di oltre 10mila euro.

Santoro, Bellanova e Di Bernardo dovranno rispondere, anche, di truffa aggravata in concorso "commettendo il fatto con abuso dei poteri e con violazione dei doveri inerenti alle pubbliche funzioni, procurando alla ditta un ingiusto profitto". Infine, Santoro, Bellanova e Galetta dovranno rispondere di falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in documento informatico pubblico avente efficacia probatoria in concorso perche, la Galetta - si legge - "nella sua qualità di dipendente a tempo determinato del Comune in servizio presso l'ufficio protocollo con funzioni di inserimento dei dati nel sistema informatico di protocollazione degli atti in arrivo e in partenza", avrebbe commesso il reato di falsità materiale alterando il documento informatico pubblico (ovvero l'ordinanza) sostituendone orario, oggetto, denominazione e forma con altra richiesta diversa presentata nei giorni precedenti.

Gli imputati dovranno presentarsi all'udienza preliminare fissata presso il tribunale di Brindisi il prossimo 20 aprile 2023. Il Comune è parte offesa e potrà costituirsi parte civile. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vito Cellie, Armando D'Ippolito, Augusto Conte e Pietro Gallone del Foro di Brindisi e Vincenzo Farina e Filippo Orlando del Foro di Lecce. 

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