Cronaca

Morta dopo pestaggio: c'è una terza indagata

Si tratta di Daniela Santoro, moglie di Giovanni Vacca arrestato lo scorso 26 gennaio insieme al figlio Cristian con l'accusa di omicidio aggravato per la morte di Sonia Nacci

CEGLIE MESSAPICA - C'è un terzo indagato nell'inchiesta dell'omicidio di Sonia Nacci, la 43enne di Ceglie Messapica aggredita e deceduta a seguito del pestaggio lo scorso 21 dicembre 2020: si tratta di Daniela Santoro, moglie di Giovanni Vacca, il 41enne arrestato insieme al figlio Cristian il 26 gennaio 2021, con l'accusa di omicidio aggravato in concorso. Entrambi, difesi dagli avvocati Cosimo e Giuseppe Deleonardis, si trovano ancora in carcere. La Santoro, iscritta nel registro degli indagati con l'accusa di concorso in omicidio, è stata interrogata questa mattina, sabato 29 maggio 2021, dalla procura di Brindisi, alla presenza del suo difensore, l'avvocato Danilo Cito, e si avvalsa della facoltà di non rispondere.

Le indagini

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Norm della compagnia di San Vito dei Normanni, la notte dell'aggressione, il 21 dicembre, Sonia Nacci sarebbe andata in casa dei due arrestati per comprare droga, ma a causa di un pregresso debito che avrebbe accumulato coi Vacca, sarebbe stata aggredita con una ‘mazzetta in ferro'. Sbattuta violentemente con la testa contro il muro, colpita a calci e pugni e ancora con il martello di ferro, Sonia Nacci è riuscita tuttavia a ritornare a casa distante circa 200 metri dall'abitazione in via comandante Gulli. Una volta rientrata, tuttavia, le sue condizioni si sono aggravate fino al trasporto presso l'ospedale di Francavilla Fontana intorno alle 2:30 dove i medici hanno provato a salvarla. La donna è morta il 22 dicembre nel reparto di rianimazione dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto per “Shock traumatico a larga componente emorragica”. Le botte ricevute le hanno spappolata la milza. L’intervento cui era stata sottoposta poche ore prima non è servito. Giovanni e Cristian Vacca sono stati arrestati al culmine di un'attività di indagine che ha potuto raccogliere numerosi elementi a loro carico, tra i quali, fondamentale, la testimonianza del figlio della vittima. 

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