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Cronaca Ceglie Messapica

Abuso d'ufficio, l'ex dirigente può tornare a lavorare in Comune

Il tribunale del riesame di Lecce ha accolto l'appello proposto dai difensori Dignitoso e Gianfreda, revocando la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio

CEGLIE MESSAPICA - Può tornare a lavorare presso l'ufficio tecnico del Comune di Ceglie Messapica, l'ex dirigente Pasquale Suma, accusato di abuso d'ufficio. Il tribunale del riesame di Lecce, infatti, accogliendo l’articolato appello proposto nell’interesse di Suma, difeso dagli avvocati Giuseppina Dignitoso e Aldo Gianfreda, il 21 dicembre scorso ha revocato la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio presso il Comune. 

Durante la camera di consiglio, dinanzi ai giudici del tribunale del riesame, Suma ha voluto chiarire, personalmente, la propria posizione circa la mancata richiesta del pagamento del quantum relativo alla voce "monetizzazione delle aree a standard" nel rilasciare il permesso di costruire per cambio di destinazione d’uso.  Entrambi i difensori si dichiarano molto soddisfatti per il risultato ottenuto, ma sono in attesa di conoscere la motivazione. L’appello della difesa è stato incentrato sull’insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, nonché sull’insussistenza delle esigenze cautelari.

Il 26 maggio scorso Pasquale Suma, all'epoca dirigente dell'area 6/Pianificazione del Territorio del Comune di Ceglie Messapica, era finito ai domiciliari con l'accusa di abuso d'ufficio. Rimesso in libertà il 18 giugno 2021, dal riesame con la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari in misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio presso il Comune.

Le indagini sono state dirette dal sostituto procuratore Raffaele Casto e coordinate dal procuratore aggiunto Antonio Negro, entrambi della Procura di Brindisi. I militari del nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza di Brindisi eseguirono l'ordinanza cautelare di applicazione degli arresti domiciliari, emessa dal gip del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi.

Le accuse

Suma avrebbe illecitamente rilasciato un permesso di costruire con cambio di destinazione d'uso di un immobile artigianale di proprietà di un'azienda locale operante nel settore immobiliare. Per l'accusa Suma, violando specifiche regole di condotta espressamente previste dalla normativa di settore che non lasciano spazio alla marginalità, ha autorizzato, di fatto, l'azienda a non versare i dovuti contributi previsti per il rilascio del permesso a costruire, dell'ammontare complessivo di circa 53mila euro, accettando il versamento parziale di soli 8.600 euro. Avrebbe dunque cagionato anche un ingiusto danno patrimoniale all'ente di appartenenza, ovvero il Comune di Ceglie Messapica.

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