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Cronaca Ceglie Messapica

Tra gli indagati per il corteo contro il raduno di Casapound anche 2 cegliesi

Ci sono anche due giovani cegliesi tra le 38 persone indagate dalla Digos di Lecce per i disordini nati durante la contro manifestazione organizzata per protestare contro la festa nazionale di Casapound Italia tenutasi in un agriturismo di Surbo il 5, 6 e 7 settembre scorsi

CEGLIE MESSAPICA – Ci sono anche due giovani cegliesi tra le 38 persone indagate dalla Digos di Lecce per i disordini verificatisi durante la contro manifestazione organizzata per protestare contro la festa nazionale di Casapound Italia tenutasi in un agriturismo di Surbo il 5, 6 e 7 settembre scorsi.

Nel pomeriggio di sabato 6 settembre, alcuni soggetti di area antagonista a Casapound provenienti anche da altre province, diedero vita ad un corteo che attraversò le vie del capoluogo. Durante la manifestazione si verificarono disordini che hanno indotto gli agenti della Digos ad avviare per individuare i responsabili. I 38 indagati sono accusati a vario titolo di: aver promosso una riunione in luogo pubblico senza darne preavviso,  aver nel corso della manifestazione portato in luogo pubblico, senza giustificato motivo, bastoni di legno ed indossato caschi da motociclista, aver fatto uso di mezzi idonei a rendere difficoltoso il riconoscimento, travisandosi in volto, accensioni pericolose (fumogeni e petardi) e minaccia a Pubblico Ufficiale.

un momento dei disordini-2Un piccolo gruppo dei 300 manifestanti sfilò per le vie del centro vestito completamente di nero, con volti coperti, stringendo nelle mani mazze e bastoni. Davanti, al corteo c’era uno striscione: “E’ troppo tardi per stare calmi! Lecce antifascista”. Nel mezzo di tutto questo, cori antifascisti, lancio di bombe carta, insulti per poliziotti e giornalisti, muri imbrattati.

Con lo stesso provvedimento, inoltre, sono indagati altri soggetti che presero parte a una manifestazione con corteo svoltasi a Lecce il 25 aprile 2014, in occasione della celebrazione del 69° anniversario della liberazione. Sono stati ritenuti responsabili, in concorso, di aver promosso una riunione in luogo pubblico senza darne preavviso. Sono in corso ulteriori indagini volte all’identificazione di altre persone che, nel corso delle due manifestazioni indicate, hanno tenuto comportamenti illeciti.

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