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Cronaca Ceglie Messapica

Trullo con piscina: in tre a processo, due assoluzioni e sette non luogo a procedere

L'udienza preliminare sull'ampliamento della costruzione, dopo le indagini per presunti reati in materia di abusivismo edilizio

BRINDISI - L'ampliamento di quel trullo, sito in contrada Montevecchio a Ceglie Messapica, con tanto di piscina a sfioro aveva allertato i carabinieri forestali. Vennero attivate le indagini. Ieri, giovedì 30 marzo 2023, si è celebrata presso il Tribunale di Brindisi l'udienza preliminare riguardante questo caso. Tre persone andranno a processo, due sono state assolte, per sette è stato disposto, dal gup Valerio Fracassi, il non luogo a procedere. Il pubblico ministero titolare dell'inchiesta è Raffaele Casto, della Procura di Brindisi. Gli imputati sono stati complessivamente dodici. Dovevano rispondere, a vario titolo, di reati in materia di abusivismo edilizio.

Due imputati sono stati giudicati con rito abbreviato. Si tratta dell'ingegnere Pasquale Suma (68 anni, di Ceglie Messapica), difeso dall'avvocato Aldo Gianfreda, e del geometra Giuseppe Maggiore (76 anni, di Ceglie Messapica), difeso dall'avvocato Danilo Cito. Entrambi rispondevano del reato di falso in concorso. Il pm aveva chiesto per Suma una condanna pari a otto mesi di reclusione e per Maggiore un anno di reclusione. Entrambi sono stati assolti dal gup perché "il fatto non sussiste". Suma, all'epoca - correva l'anno 2019 - era responsabile dell'area Pianificazione del territorio del Comune di Ceglie Messapica. Maggiore era stato coinvolto nell'inchiesta in qualità di sottoscrivente della relazione tecnica di asseverazione del progetto, risalente al 2018.

Poi ci sono sette imputati - il pm ne aveva chiesto il rinvio a giudizio - per i quali il gup ha disposto il non luogo a procedere. E' il caso di Amelia Chionna (62 anni, di Ceglie Messapica), assistita dall'avvocato Massimo Manfreda. Lei è indicata quale "costruttore": per due capi di imputazione, il fatto non sussiste; per un altro, il fatto non costituisce reato. Non luogo a procedere anche nei confronti di: Michele Maurantonio (52 anni, nato a Cerignola e residente a Bari) e Nicola Lopez (55 anni, nato a Gioia Del Colle). Entrambi erano responsabili del procedimento instaurato presso l'area Lavori Pubblici del Comune di Ceglie. L'accusa, per entrambi, era di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in autorizzazione amministrativa, ma "il fatto non sussiste", recita il dispositivo della sentenza.

Niente processo anche per Francesco Gallone (55 anni, di Ceglie Messapica), Vito Nacci (45 anni, di Ceglie Messapica), Pietro Monaco (57 anni, di Ceglie Messapica) e Tommaso Argentiero (58 anni, di Ceglie Messapica). Andranno a dibattimento, invece, Rocco Suma (38 anni, di Ceglie Messapica), Giuseppe Domenico Suma (33 anni, di Ceglie Messapica) e Vito Urgesi (51 anni, di Grottaglie). Rocco Suma e Giuseppe Domenico Suma dovranno rispondere di "esecuzione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio, in assenza del permesso di costruire, in zona sottoposta a vincolo paesistico", mentre Rocco Suma e Vito Urgesi di "combustione illecita di rifiuti pluriaggravata". La prima udienza, innanzi al giudice monocratico Anna Guidone, si terrà il 6 novembre 2023.

Collegio difensivo: avvocati Aldo Gianfreda, Danilo Cito, Massimo Manfreda, Ladislao Massari, Lorenzo Durano, Giuseppe Miccoli, Lucia Gallone, Carlo Annese, Grazia Santoro, Francesco Sabatelli, Roberto Sisto.

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