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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca Ceglie Messapica

Ceglie, prima di spararsi aveva tentato di strangolare la moglie: arrestato

CEGLIE MESSAPICA – Si era trattato di un altro dramma della gelosia. E’ questo il retroscena di un tentativo di suicidio avvenuto a Ceglie Messapica. A pochi giorni dall’arresto del 51enne di Fasano Leonardo Mileti, reo-confesso dell’assassinio del 47enne Angelo De Angelis, amante della moglie, finisce in manette Domenico Argentiero, 48 anni. L’uomo, che aveva tentato di togliersi la vita alle 6 del mattino del 4 marzo nella casa di famiglia di via Ostuni (e per questo BrindisiReport.it ne aveva omesso le generalità), è stato arrestato con l’accusa di aver tentato di uccidere la moglie Annamaria Sarcinella. La donna lo ha denunciato con l’accusa, tutta ancora da verificare, di aver tentato di strangolarla poco prima di afferrare un fucile da caccia rivolgendolo contro se stesso.

CEGLIE MESSAPICA - Si era trattato di un altro dramma della gelosia. E' questo il retroscena di un tentativo di suicidio avvenuto a Ceglie Messapica. A pochi giorni dall'arresto del 51enne di Fasano Leonardo Mileti, reo-confesso dell'assassinio del 47enne Angelo De Angelis, amante della moglie, finisce in manette Domenico Argentiero, 48 anni. L'uomo, che aveva tentato di togliersi la vita alle 6 del mattino del 4 marzo nella casa di famiglia di via Ostuni (e per questo BrindisiReport.it ne aveva omesso le generalità), è stato arrestato con l'accusa di aver tentato di uccidere la moglie Annamaria Sarcinella. La donna lo ha denunciato con l'accusa, tutta ancora da verificare, di aver tentato di strangolarla poco prima di afferrare un fucile da caccia rivolgendolo contro se stesso.

Il cegliese, difeso dall'avvocato Aldo Gianfreda, sarà interrogato domani mattina dal giudice per le indagini preliminari Paola Liaci. Dramma famigliare, tragedia gemella a quella fasanese, dalle conseguenze per fortuna meno angosciose. Ma l'antefatto è lo stesso. Domenico Argentiero, operaio, padre di due figli uno dei quali minorenne, viveva con la moglie in una casetta di campagna sulla via per Ostuni. Un rapporto degenerato, a quanto pare, in una separazione di fatto. La donna non voleva più saperne del marito, e insistentemente chiedeva il divorzio, la possibilità di rifarsi una vita nuova, ricominciare daccapo. Tutt'altre le speranze di lui, che cercava di ricostruire quella relazione a brandelli, fatta di liti e continue esplosioni di rabbia e incomprensione.

L'ennesimo litigio risale al 4 marzo scorso. La coppia è ai ferri corti, Argentiero perde la testa e impugna il fucile esplodendo un colpo contro se stesso. I figli assistono in lacrime alla scena, rattrappiti dall'impotenza. Il colpo per fortuna non va a segno, l'operaio rimane ferito al mento e viene ricoverato d'urgenza al Perrino di Brindisi, se la caverà con venti giorni di prognosi dicono i medici, che lo sottopongono a un intervento ricostruttivo da lì a poco. Nel frattempo partono le indagini dei carabinieri della stazione di Ceglie Messapica, al comando del maresciallo Sante Convertini.

E' nel corso degli interrogatori che la moglie ricostruisce i fatti fornendo una versione altra, e assai dettagliata. Mostra i segni sul collo, "me li ha fatti mio marito" dice, racconto che vale quanto una denuncia. Per i militari tanto quanto per la procura, si tratta di un tentativo di strangolamento. L'arresto è avvenuto questa mattina, l'accusa è di tentato omicidio e lesioni gravi. Fissato per domani l'interrogatorio di garanzia, di fronte al giudice per le indagini preliminari l'operaio potrà spiegare la sua versione dei fatti. Chiarire se quei segni al collo stanno per un proposito omicida, oppure se si tratta di ferite cagionate in un impeto di rabbia, l'ennesimo, che certamente chiude un amore che ormai non è più.

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