Cronaca Cellino San Marco

Cellino, elezioni: l'appello dell'Azione Cattolica ai cinque candidati sindaco

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata ai cinque candidati sindaco di Cellino San Marco da parte della locale Associazione Cattolica, presieduta da Laura Bonfrate

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata ai cinque candidati sindaco di Cellino San Marco da parte della locale Associazione Cattolica, presieduta da Laura Bonfrate. 

Non stupirà questa esortazione inviata da un’Associazione laica e cattolica, da sempre e per scelta non schierata politicamente, ma viva e attiva nel contesto sociale ed ecclesiale della nostra comunità. Un’esortazione che, con il cuore alla mano, scriviamo a pochi giorni dalle consultazioni elettorali che daranno un nuovo Sindaco al nostro paese. Parole e speranze che, ci auguriamo, saranno lette con attenzione e condivise per quanto possibile.

Vi invitiamo, qualunque sia il colore politico del vostro schieramento e chiunque sia la figura di riferimento scelta, a mettere il cittadino al centro dei vostri programmi elettorali e dei vostri progetti attuativi.

A non cercare la demagogia delle aule del Parlamento, ma partire dalla sala consiliare della nostra Casa Comunale, perché sia luogo di incontro e di confronto, anche tra pensieri differenti che, inevitabilmente, portano alla varietà di azioni. A non tracciare percorsi impossibili da seguire, strade tortuose e mete inarrivabili. Partire invece dalle nostre vie cittadine che sono diventate mulattiere, indecorose e indegne per gli anni in cui viviamo.
Vi chiediamo di mettere al centro delle vostre discussioni le cento e più famiglie di Cellino costrette a rivolgersi alla Caritas per chiedere da mangiare e da vestirsi. Cento famiglie significa quasi un decimo della popolazione. E quanti ancora non lo fanno per vergogna o per troppa dignità, e provano a sopravvivere come meglio possono, tra tasse e libri scolastici, affitti e finanziamenti non concessi.

Vorremmo che guardaste sempre negli occhi l’umanità che amministrate, per toccate le loro vite, le nostre vite, sono i nostri ragazzi quelli di cui parliamo! Menti brillanti che dobbiamo trattenere all’interno dei nostri confini, facendo esprimere i loro talenti letterali, musicali, artistici, sportivi. Promuovere l’arte come forma di aggregazione e di cultura, significa promuovere i luoghi di incontro che sono scomparsi nel nostro paese. E questi luoghi non sono la strada, il marciapiede, le piazzette! Sono luoghi con educatori veri e propri, in carne ed ossa, che possano indirizzare le scelte dei ragazzi e sostenerle.

Non manchi mai l’attenzione verso la campagna, con tutto ciò che significa per la nostra comunità. Ve ne sia esempio e ricordo lo stemma del gonfalone che vi onorerete di rappresentare: l’ulivo e l’alloro. Mai come oggi il sostegno alle nostre radici è indispensabile per costruire il futuro.
Il rispetto e la cura delle nostre campagne, dei vigneti, degli oliveti, dei nostri alberi da frutto e dei nostri ortaggi porta ad una cultura di sostenibilità che non è solo mediatica, ma di sostentamento!

Non dimenticate di promuovere la salute e di denunciare qualsiasi forma di sfruttamento dell’ambiente; l’attualità è purtroppo piena di esempi e tragedie causati dall’abusivismo e da un’ecologia troppo spesso calpestata. Denunciate con forza, a nome di tutti, le tante morti per neoplasie e leucemie del nostro territorio; ogni famiglia porta cicatrici profonde e assolute di giovani morti e di inutili sofferenze. Difendiamo il nostro diritto alla salute! Che non sia sempre e solo a discapito del bisogno di lavoro. Un giusto compromesso non è auspicabile, è necessario!

Vi auguriamo di non nascondere mai la realtà dietro le facciate del buonismo e del falso perbenismo; occorre aggiornare questi “registri” sociali lontani da una società che lotta più di quanto si possa immaginare contro la piaga delle droghe e della tossicodipendenza, che stanno gettando tante famiglie nello sconforto. Diamo delle risposte, invece… Diamo presenza, diciamoci presenti, accanto a chi sta male, compagni di strada. Raddrizziamo gli impegni e le spese sociali, che siano maggiormente accanto ai tanti anziani soli del nostro paese, di quelli che frequentano le piazze e i bar solo perché non ci sono alternative.

Non lasciamo morire questa comunità! Date il vostro contributo affinché possa scrollarsi di dosso il torpore della rassegnazione, del credere che nulla cambierà perché nulla è cambiato. Vi auguriamo di essere sovversivi. Di ragionare con il vostro orgoglio di cittadini cellinesi, e non con slogan vuoti e asettici di rappresentanti politici nazionali. Siate veri, siate trasparenti in questo tempo in cui la trasparenza non è più di moda. Abbandonate le chimere dei falsi egoismi, siate amministratori della cosa pubblica, della casa di tutti, accogliente verso ognuno. Accoglienti anche verso i “nuovi” cittadini che cominciano ad affacciarsi alle nostre comunità e che chiedono attenzione; parliamo degli immigrati, con il loro carico di dolori e speranze. Offriamo loro presenza e comprensione, mai chiusure o intolleranze!

Quando quelli della mia generazione erano scolari, si studiava una materia bellissima alle elementari, che insegnava a diventare cittadini: l’educazione civica. Ossia il rispetto per l’altro, in ogni sua forma. Il rispetto per la Patria senza che suonasse svuotato del suo significato come ora. Il rispetto per la propria storia e le proprie origini, per una democrazia fortemente voluta e oggi data troppo per scontata. Torniamo a farla nostra, questa educazione alla “nostra” città. Attraverso le attenzioni a chi è in difficoltà e non ha diritti. Vi chiediamo di promuovere il volontariato, in ogni sua espressione e carisma, vera anima su cui poggia la comunità.

Le esperienze disastrose del passato ci siano di insegnamento per ripartire con spirito nuovo; riappropriamoci dell’ottimismo, senza paure di non esserne all’altezza. Diceva San Francesco d’Assisi, il povero per eccellenza che ha rivoluzionato il mondo con la sua semplicità: “Cominciate a fare il necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi scoprirete a fare l’impossibile”.

Eppure, non attingete a quelle scelte sbagliate per un vostro tornaconto; lasciamole al passato, appunto! Ripartite con spirito nuovo, costruttivo, autonomo ed indipendente, senza rimandi agli errori commessi. Programmi nuovi, chiari, rivolti a tutti e ognuno, che abbiano a cuore i cellinesi. Un programma che, come un vestito sartoriale, vesta a pennello la dignità nuova e un nuovo futuro. Auguri di buon lavoro, allora, a tutti! Anzi, auguri di un lavoro buono al servizio di tutti.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cellino, elezioni: l'appello dell'Azione Cattolica ai cinque candidati sindaco

BrindisiReport è in caricamento