Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Cellino San Marco

Cellino: nessuna proroga, dopo il commissariamento si torna alle urne

Una volta trascorso il periodo di commissariamento di 18 mesi, a Cellino San Marco si tornerà alle urne per l'elezione del nuovo sindaco e dei nuovi consiglieri comunali. Questo in base all'orientamento espresso dal comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi stamani in pefettura. Il comune di Cellino è retto da un commissario nominato dal prefetto nell'aprile del 2014

CELLINO SAN MARCO – Una volta trascorso il periodo di commissariamento di 18 mesi, a Cellino San Marco si tornerà alle urne per l’elezione del nuovo sindaco e dei nuovi consiglieri comunali. Questo in base all'orientamento espresso dal comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunitosi stamani in pefettura. Il comune di Cellino è retto da un commissario nominato dal prefetto nell’aprile del 2014, a seguito dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose.

L’ex sindaco Francesco Cascione venne arrestato lo scorso 10 aprile nell’ambito di un’inchiesta, battezzata “Do ut des”, condotta dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi, in sinergia con il pm Antonio Costantini, che portò all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 4 dei 5 assessori della giunta di centrodestra guidata dalo stesso Cascione e di altre 9 persone, fra consulenti, funzionari, imprenditori che avevano gestito vari appalti comunali e una persona già nota alle forze dell’ordine.

Da quanto appurato dagli inquirenti, gli indagati misero in piedi un meccanismo per pilotare gli appalti, attraverso il pagamento di tangenti ad esponenti del comune. 

Emersero anche dei casi in cui gli appalti venivano di fatto affidati a voce e poi giustificati attraverso ordinanze contingibili e urgenti. Neanche gli appalti aggiudicati attraverso bando di gara erano una garanzia di legalità. Alcune ditte aggiudicatrici (come accaduto ad un’azienda leccese aggiudicatasi i lavori per la realizzazione di una rotonda) si imbatterono infatti in ostacoli burocratici frapposti proprio con lo scopo di indurle a lasciare l’appalto. 

Alcuni appalti erano stati ridimensionati in corso d’opera, per dare la possibilità all’appaltatore di versare la tangente stabilita. Per acquisire consenso, era stato addirittura chiesto a un imprenditore di assumere due persone a tempo indeterminato. Gli appaltatori, a loro volta, condizionavano le nomine dei direttori dei lavori.

Lo scorso giugno, Cascione, davanti al pm Costantini, ammise ogni addebito, avanzando attraverso il suo legale, Giuseppe Guastella, una proposta di patteggiamento della pena a 3 anni e 4 mesi, sulla quale il gup si esprimerà a settembre. 

Il periodo di commissariamento, dunque, scadrà il prossimo ottobre. A quel punto, stando all'orientamento del comitato, si voterà alla prima tornata utile. 

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