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Pedonalizzazione del centro storico, continua la protesta dei commercianti

La battaglia dei commercianti e residenti del centro storico di Cellino San Marco contro la pedonalizzazione dell'area commerciale collocata nel cuore del paese continua

CELLINO SAN MARCO – La battaglia dei commercianti e residenti del centro storico di Cellino San Marco contro la pedonalizzazione dell’area commerciale collocata nel cuore del paese continua. Dopo la protesta contro l’installazione dei dissuasori di traffico a scomparsa di giovedì scorso, ora chiedono l’attenzione e l’intervento del prefetto di Brindisi ma anche del presidente della Regione Puglia e dei dirigenti di tutti gli enti coinvolti nella vicenda. La lettera che spiega le ragioni del dissenso e invita a una soluzione è stata inviata a: presidente della Repubblica Italiana, presidente del Consiglio dei Ministri, ministro dello Sviluppo Economico, presidente della Provincia di Brindisi, presidente dell’Area Vasta, sindaco del Comune di Cellino San Marco, consiglieri del Comune di Cellino San Marco, comandante della Polizia Municipale di Cellino San Marco, dirigente dell Utc del Comune di Cellino San Marco, alle associazioni sindacali del Comune di Cellino San Marco, a tutti i partiti politici di Cellino San Marco. Più destinatari perché i firmatari, al momento sono in centinaio ma il numero è destinato a crescere, ritengono che il problema non riguarda solo chi vive il centro storico e non è frutto di decisioni e disposizioni recenti.protesta cellino dissuasori-2

“Si è appreso da fonti ufficiose che a breve l’intero centro storico di Cellino San Marco subirà una chiusura totale al traffico, a causa di una - a quanto pare obbligata - pedonalizzazione dell’intera zona - si legge nella lettera - occorre fare pertanto un breve excursus dei procedimenti amministrativi che hanno originato tale obbligo, che provocherà inevitabilmente ed inesorabilmente enormi disagi e soprattutto danni economici ingenti alle aziende ed ai professionisti che operano da anni in questa vitale e nevralgica zona di Cellino”.

“Con fatica abbiamo ricostruito la genesi, gli sviluppi e le drammatiche conclusioni dell’intero progetto che prende origine dal P.O. Fesr 2007-2013 Regione Puglia e che ha determinato la costituzione del Sistema di Comuni all’uopo soprannominato “Il Mosaico delle Terre degli Ulivi e dei Vigneti”, che vede i Comuni di San Pancrazio Salentino, Oria, Latiano, Torre Santa Susanna, San Donaci, Cellino San Marco, San Pietro Vernotico e Torchiarolo associarsi al fine di poter  essere ammessi al finanziamento per la realizzazione di interventi di “Rigenerazione urbana” come  da Legge Regionale 29 luglio 2008 n.21. Il progetto, da una lettura superficiale ed approssimativa, appariva interessante in quanto l’obiettivo della citata Legge Regionale, come recepito dalla Deliberazione di Giunta Regionale del 19 aprile 2011 n.743, era quello di promuovere la rigenerazione di parti di città e sistemi urbani in coerenza con strategie comunali e intercomunali finalizzate al miglioramento delle condizioni urbanistiche, abitative, socio-economiche, ambientali e culturali degli insediamenti umani e mediante strumenti di intervento elaborati con il coinvolgimento degli abitanti e di soggetti pubblici e privati interessati”.

protesta cellino dissuasori1-2“I programmi si fondano su un’idea-guida di rigenerazione legata ai caratteri ambientali e storico-culturali dell’ambito territoriale interessato, alla sua identità e ai bisogni e alle istanze degli abitanti. Nella pratica, tuttavia, con successive delibere di giunta comunale, nel contesto politico-amministrativo con Francesco Cascione sindaco, a parziale modifica del progetto originario, è stata inserita, tra gli altri interventi, la pedonalizzazione del centro storico del Comune di Cellino San Marco, senza alcuna previa valutazione dell’opportunità di un simile intervento, senza aver preventivamente sentito i cittadini, né i soggetti interessati, come dallo spirito della legge si evince, e senza valutare le nefaste conseguenze sulla sorte degli operatori economici che da 30, 40 e 50 anni lavorano al servizio della comunità e vivono grazie a tali attività2.

Secondo quanto si legge nel progetto dovrebbero essere chiuse al traffico via Roma, via Vittorio Emanuele, via Cavour, che rappresentano la zona nella quale insistono le principali e storiche attività economiche del paese.  Quest’intervento secondo quanto sostengono i firmatati “Determinerà il mancato accesso all’intera zona da parte degli utenti, i quali, a causa della mancata previsione di un razionale progetto di viabilità alternativa, nonché di parcheggi idonei, rinunceranno a priori a frequentare l’intero centro storico. Di tanto abbiamo già avuto il sentore quando, a causa del cantiere aperto nella zona per l’esecuzione dei lavori di rifacimento della sede stradale, vi è stata la chiusura al traffico, con conseguente crollo del fatturato per ogni esercente”.

“D’altro canto, il progetto originario è datato 2011 e definitivamente approvato nel 2013. In questi ultimi anni la dilagante crisi economica mondiale ha già mietuto numerose vittime. Inoltre è mutato altresì l’assetto imprenditoriale cellinese, grazie a nuovi insediamenti produttivi nell’area interessata, tutti regolarmente autorizzati dal Comune di Cellino. Nessun commerciante o residente è stato reso edotto o parzialmente informato del progetto di pedonalizzazione. Nessun rappresentante di categoria è stato mai chiamato o ascoltato per un parere. Precisiamo che circa il 50 per cento delle attività produttive insiste in questa area. Trattasi di attività commerciali e artigianali, studi professionali, studi medici, un centro diagnostico e radiologico, una farmacia”.

“È davvero paradossale che un progetto ormai portato al termine e che ha come obiettivo la riqualificazione e la rivalutazione del nostro centro storico porti alla morte di tutte le attività, storiche e non, insistenti sull’area e a una desertificazione e a un notevole aumento dei locali commerciali sfitti, con il conseguente ed inevitabile crollo definitivo e totale dell’economia cittadina. In più si fa notare che non è stato mai previsto, in virtù della  prescritta chiusura, un piano parcheggi e viabilità valido nelle zone adiacenti e addirittura neanche in zone più distanti da tale area.

“Evidenziamo inoltre che nel tratto interessato insistono, tra le altre, attività destinate a persone disabili, ad anziani con problemi fisici e di deambulazione, a persone con problemi di salute. Parliamo di 3 studi di medicina generale di base, una farmacia, un centro diagnostico radiologico e un poliambulatorio specialistico. E’ paradossale impedire l’accesso motorizzato sulla pubblica via che conduce a strutture sanitarie i cui utenti sono in molti casi cittadini con problemi di salute o con deficit di deambulazione”.

I firmatari chiedono “Che venga  individuato nel minor tempo possibile un consulente urbanistico di rango universitario tra le eccellenze del Politecnico di Bari a supporto delle nostre tesi e di quanto sopra esposto, per la valutazione della legittimità dell’intero procedimento amministrativo, per la proposizione di soluzioni alternative al progetto originario e per la verifica della esecuzione a regola d’arte della posa in opera del basolato sulla sede stradale, evidenziandosi allagamenti lungo la via Vittorio Emanuele a seguito di precipitazioni piovose, tali da mettere in pericolo l’incolumità di chi vi transita; che, all’esito della consulenza, si possa aprire un tavolo delle trattative con la Regione Puglia”.

“Crediamo che un giusto compromesso possa essere una realizzazione di zona a traffico limitato nella fascia notturna che va dalle 22 alle 6 del mattino e i giorni festivi in concomitanza con manifestazioni in centro e cerimonie. Sottolineiamo infine che intraprenderemo, se occorre, tutte le iniziative legali e popolari possibili affinché le esigenze dei cittadini che rispettano le leggi, che pagano regolarmente le tasse e che portano avanti con enorme sacrificio le proprie attività lavorative vengano accolte. Ed affinché la nostra dignità e il nostro essere cittadini leali e onesti non venga ulteriormente calpestata dopo un periodo buio per il nostro paese”.

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