Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Operazione dei carabinieri "Il Trentino", rinviati a giudizio undici indagati

Sono stati tutti rinviati a giudizio gli indagati nell'ambito dell'operazione “Il Trentino” che il 31 marzo scorso ha portato all’arresto di sette persone (cinque uomini e due donne) accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato, rapina aggravata e incendio doloso

CELLINO SAN MARCO - Sono stati tutti rinviati a giudizio gli indagati nell'ambito dell'operazione “Il Trentino” che il 31 marzo scorso ha portato all’arresto di sette persone (cinque uomini e due donne) accusate di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, furto aggravato, rapina aggravata e incendio doloso.

Il Gup Tea Verderosa, all'udienza tenutasi ieri mercoledì 25 novembre ha rinviato a giudizio dinnanzi al Tribunale di Brindisi in composizione collegiale all'udienza del 24 febbraio prossimo, Ilenia De Stradis (21 anni), Angelo Fortunato (35 anni), Nicola Taurino (23 anni), Marika D'Amato (19 anni), Marco Quarta (33 anni), Ilenia Rizzo (26 anni), Giuseppe Chiriatti (26 anni), Oronzo Chiriatti (28 anni), Cristian Vedruccio (27 anni), tutti di Cellino San Marco, nonché Alessandro Scalinci (31 anni) di Guagnano e Paolo Guadadiello (28 anni) di Torchiarolo.

Hanno patteggiato la pena Dario Francavilla (43 anni) di Cellino San Marco  di 1 anno e 8 mesi di reclusione e 1.100 euro di multa e Stefano Spina (35 anni) di Cellino San Marco di 2 anni e 4 mesi di reclusione ed 1.200 deuro i multa. Gabriele Cucci (25 anni), anch'egli di Cellino San Marco, ha chiesto di essere giudicato con rito abbreviato. Tutti e tre finirono in manette il 31 marzo. Nessuna delle persone offese si è costituita parte civile. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Raffaele Missere, Ciro Romano, Antonio Savoia, Dario Budano, Giacomo Serio, Cosimo Greco e Roberta Molfetta.

L’operazione “Il Trentino”, dal nome che nell’ambito del traffico di stupefacenti si usa per indicare il quantitativo di sostanza ceduta (precisamente ci si riferiva a una dose di cocaina del peso di 0,3 grammi e dal costo di 30 euro), fu avviata dai carabinieri della stazione di Cellino San Marco e dai colleghi della compagnia di Brindisi a gennaio del 2014 dopo che furono esplosi alcuni colpi di fucile davanti l’abitazione della suocera di Gabriele Leuzzi, uno degli arrestati, dove egli era residente. Si scoprì che il 36enne era coinvolto in un giro di spaccio insieme alle altre persone finite in manette e che per procurarsi il denaro per acquistare la droga mettevano a segno furti. Uno anche ai danni del ristorante del cantante Al Bano Carrisi (commesso a ottobre del 2011). In un caso fu organizzata anche una tentata rapina a casa di un’anziana dove aveva lavorato come badante una delle ragazze finite in manette.

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