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Il centro benessere sequestrato

Il centro benessere sequestrato

Massaggi hard nel centro benessere: manodopera italiana e prova pratica sul titolare

"Noi prima di tutto dobbiamo fare il massaggio. Il massaggio è importante nel nostro lavoro, se no siamo come i cinesi, come i giapponesi". A seguire le prestazioni sessuali a seconda delle richieste e della disponibilità economica del cliente. Nel centro estetico "Mapepe" sequestrato questa mattina dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi veniva fatto di tutto

CELLINO SAN MARCO – “Noi prima di tutto dobbiamo fare il massaggio. Il massaggio è importante nel nostro lavoro, se no siamo come i cinesi, come i giapponesi”. A seguire le prestazioni sessuali a seconda delle richieste e della disponibilità economica del cliente. Nel centro estetico “Mapepe” sequestrato questa mattina dagli agenti della Squadra mobile di Brindisi, agli ordini del vice questore Alberto Somma, che ha portato anche all'arresto del titolare per favoreggiamento alla prostituzione e sfruttamento della prostituzione, Giuseppe Orofalo, 65 anni, veniva fatto di tutto. A tutte le ore del giorno a tariffe che variavano dagli 80 (massaggio base) ai 250 euro (massaggio Muladar completo di rapporto sessuale), a seconda del “percorso emozionale” scelto, anche se di emozionale non c'era alcunchè.

Nonostante la regola che prevedeva sensualità assoluta da adottare durante i massaggi iniziali, in qualche caso la prestazione sessuale veniva consumata in fretta e furia, tutto era dettato dagli accordi di natura economica e dal tempo a disposizione. E soprattutto, dagli ordini impartiti dal titolare. “Ok caro, è arrivato adesso Pino (Giuseppe Orofalo, ndr) e gliel'ho chiesto”, riferito a un prezzo proposto dal cliente inferiore rispetto alle tariffe previste per il tipo di richiesta. Tutto questo nel bel mezzo dell'incontro sessuale.

I poliziotti oltre a raccogliere la segnalazione di alcuni clienti hanno anche ascoltato la testimonianza di due delle quattro dipendenti, “costrette”, se Giuseppe Orofalo-2volevano lavorare lì, a fornire prestazioni sessuali.

Giusepepe Orofalo, l'amministratore legale della società cooperativa a r.l. “Res non verba”, decideva tutto, ed era lui la cavia. Prestava il suo corpo per testare le capacità delle sue dipendenti, al momento dell'assunzione, decideva lui se “andavano bene”.

“Il massaggio più caro detto “Muladar”, effettuato in doccia, costa al cliente 250 euro, a me ne vengono corrisposti 75. Tenuto conto che ci sono giorni in cui non si presenta nessuno e giorni in cui ne effettuo due o tre”. Spiega una testimone ai poliziotti. Le telecamere installate nella struttura hanno fatto il resto. Hanno filmato rapporti sessuali inequivocabili a pagamento e sotto la coordinazione del proprietario del centro. Le intercettazioni ambientali hanno registrato le varie trattative, e gli stessi colloqui durante i rapporti.

il supermercato di fronte-2Una vera e propria casa del sesso a pagamento installata nel cuore del paese, in un centro commerciale frequentato da tutti i tipi di gente, di tutte le età. Di fronte a un supermercato. In via Berlinguer, la strada che collega piazza Aldo Moro alla periferia. Gli incontri avvenivano alle 11 del mattino, ma anche alle 16 o alle 18. A seconda delle esigenze. I clienti provenivano dai Comuni limitrofi e anche dal Leccese. 

Durante una delle lezioni sul tipo di massaggio, tenute sempre da Orofalo, suona il campanello inaspettatamente. Qualcuna scherza “Perquisizione”. Era il 21 novembre del 2013. La perquisizione, firmata dal gip Giuseppe Licci, su richiesta del pm Savina Toscani, è arrivata questa mattina e la festa è finita per tutti. Orofalo è stato posto ai domiciliari.

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