Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Ceneri Enel fra gli ulivi: citazione diretta in giudizio per l'ex sindaco di Manduria

Un atto di citazione diretta in giudizio è stato emesso dal pm del tribunale di Brindisi, Giuseppe De Nozza, nei confronti dell'imprenditore, ex sindaco di Manduria, Antonio Calò, accusato di aver interrato abusivamente le ceneri del carbone provenienti dalla centrale Enel Federico II di Cerano (l'azienda è del tutto estranea ai fatti), in un uliveto di sua proprietà

BRINDISI - Un atto di citazione diretta in giudizio è stato emesso dal pm del tribunale di Brindisi, Giuseppe De Nozza, nei confronti dell’imprenditore, ex sindaco di Manduria, Antonio Calò, accusato di aver interrato le ceneri del carbone provenienti dalla centrale Enel Federico II di Cerano (l’azienda è del tutto estranea ai fatti), in un uliveto di sua proprietà situato nelle campagne di Manduria.  Il Ministero dell'Ambiente è indicato come parte offesa. L'avvio del processo è fissato per il 15 ottobre 2015. Le indagini condotte dai carabinieri del Noe di Lecce portarono, lo scorso 14 febbraio, al sequestro  di due aree, un terreno di 6mila metri e un altro di 3mila metri, e di 212 formulari di identificazione dei rifiuti che riguardano proprio l'attività di conferimento degli scarti prodotti dalla centrale, relativi agli anni 2009-2010 e 2011. Calò è imputato quale "titolare dell'omonima impresa di calcestruzzi sita in via per Francavilla a Manduria". Oltre alle ceneri furono ritrovati anche rifiuti di altro genere, tra cui scarti di demolizione, calce, malta e rifiuti solidi urbani. A quanto rilevato attraverso l'esecuzione di analisi su campioni "i terreni - si legge nel capo di imputazione - in parte sono risultati contaminati per elevata concentrazione, oltre le soglie limite, di vanadio, berillio, selenio e stagno".

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