Cronaca Cellino San Marco

Centro musicale non realizzato, Al Bano sotto accusa. La replica del cantante

Prima al centro di polemiche per il prezzo del suo vino troppo basso rispetto alla concorrenza, ora il cantante cellinese Al Bano Carrisi viene attaccato dall'esponente dell'opposizione del Comune di Nardò Lorenzo Siciliano (Pd) per non aver messo in atto le promesse fatte a dicembre dello scorso anno quando ricevette in concessione per 6 anni la Torre di Sant'Isidoro

CELLINO SAN MARCO – Prima al centro di polemiche per il prezzo del suo vino troppo basso rispetto alla concorrenza, ora il cantante cellinese Al Bano Carrisi viene attaccato dall’esponente dell’opposizione del Comune di Nardò Lorenzo Siciliano (Pd) per non aver messo in atto le promesse fatte a dicembre dello scorso anno quando ricevette in concessione per 6 anni la Torre di Sant’Isidoro, località balneare del Comune di Nardò. Dovrebbe diventare un centro culturale musicale di fama internazionale, ma ancora nessun cenno di inizio lavori. L’esponente del Pd lo accusa di non avere rispetto per la comunità neretina. Al Bano, in una nota inviata agli organi di informazione chiarisce i motivi per cui l’opera di riqualificazione non è ancora stata avviata.

“Nella mia vita ho sempre dimostrato di onorare gli impegni e mantenere le promesse. Non mi interessano le beghe politiche, ma mi piacerebbe non assistere a piccole guerre in cui - mio malgrado - finisco per essere coinvolto. Se ci sono ritardi sono solo legati alla burocrazia e non certo alla mancanza di idee e di volontà da parte mia. Non sono io, purtroppo, a dettare i torre sant'isidoro-3tempi. Posso solo garantire il mio impegno ma non posso certo sostituirmi a chi dovrà rilasciare autorizzazioni e quant’altro serva per realizzare i progetti in cantiere, concordati anche con  l’Amministrazione comunale di Nardò”.

“Non abbiamo certo interessi politici da portare avanti - aggiunge Al Bano - Per questo, sono amareggiato per le dichiarazioni rilasciate senza aver sentito la mia versione. Dico basta ai “match” dei veleni che fanno male a tutti, soprattutto quando si opera o si dovrebbe operare per il bene della comunità. Ribadisco il mio impegno e se purtroppo i tempi non sono quelli prospettati, sottolineo che è un problema indipendente dalla mia volontà”.

Per quanto riguarda la polemica per prezzo dei suoi vini troppo bassi, di cui si è parlato qualche giorno fa, è pronto a tutelarsi con iniziative legali. "Le affermazioni rese dalla Associazione Slow Food secondo cui la mia azienda vinicola, praticando prezzi troppo bassi rispetto a quelli applicati da altre aziende, violerebbe le norme della concorrenza lecita, tende evidentemente a determinare, ma senza alcun esito, un pubblico discredito a danno della mia correttezza imprenditoriale", aveva scritto Al Bano. Aggiungendo di essersi rivolto allo studio dell'avvocato Giorgio Assumma di Roma "affinchè compia tutte le iniziative idonee a tutelare il mio buon nome e la mia onesta'".

"Il prezzo dei miei vini che sono ormai venduti ed apprezzati da anni in molti paesi del mondo - sostiene Al Bano - è stato intenzionalmente e temporaneamente ridotto per avvicinare nuove fasce di consumatori ai miei prodotti in particolare e a tutti i prodotti analoghi in generale. Dovrei ricevere un ringraziamento da quanti dicono di avere a cuore le sorti della nostra industria vinicola, piuttosto che ricevere critiche infondate ed ingiuste, tra l'altro esposte nella forma dell'insulto e del dileggio".

In un articolo pubblicato qualche giorno fa sul suo sito, Slow food sottolineava lo stupore per l'offerta dei vini pugliesi di Carrisi "a meno di 2 euro a bottiglia. Probabilmente si vuole sfruttare la fama del produttore per attirare i clienti, fatto sta che l'offerta è davvero stracciata. Per noi è importante far capire ai lettori e ai consumatori che il vino ha un suo costo di base, sotto il quale è difficile andare se si vuole mantenere una qualità media non solo in bottiglia ma anche della filiera produttiva". E ancora: "Si può risparmiare su tutto ma quando comincia ad andarci di mezzo la salute di chi lavora o dell'ecosistema naturale allora è meglio fermarsi e ragionare su quello che si acquista". Al Bano aveva già replicato, sostenendo di aver scelto prezzi bassi per essere "popolare anche in questo settore. Quella di Slow food - aveva aggiunto - ègente snob, invidiosa forse del mio successo di "contadino" che ho raggiunto senza mai sfruttare la mia fama di artista".

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