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Foto di Salvatore Barbarossa

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Centro per l'impiego nel caos: "Richiedere un certificato è un'odissea"

Luigi Vizzino della Uil Mesagne: "Ogni giorno disagi e file interminabili, la Provincia ripristini la sede di Mesagne"

BRINDISI - File interminabili che spesso sfociano in momenti di tensione all’esterno del centro provinciale per l’impiego situato in via Cappuccini, a Brindisi, a seguito della chiusura della sede di Mesagne. La questione è al centro di un intervento di Luigi Vizzino della Uil di Mesagne. 

A detta di Vizzino è insostenibile quello che i “cittadini stanno subendo da alcuni mesi”, in quanto, “chiunque abbia bisogno dei servizi per l’impiego, deve recarsi a Brindisi, presso il Centro per l'impiego subendo file interminabili e disagi inauditi ogni volta che hanno la necessità di chiedere un certificato”. 

“La scelta fatta dall’amministrazione provinciale, motivata dal contenimento dei costi e dalla carenza di personale – prosegue Vizzino - va riconsiderata non solo perché i costi di funzionamento erano posti a carico degli enti locali, ma anche perché oggi le competenze in materia di mercato del lavoro sono state assunte dalla Regione”. 

“È necessario porre rimedio, quindi, ad una scelta sbagliata e trovare il modo per risolvere un problema che coinvolge migliaia di lavoratori e disoccupati – continua il rappresentante sindacale -  richiedere uno stato occupazionale o avere un orientamento per il futuro lavorativo è diventata una avventura disumana. I nostri concittadini sono costretti ad arrivare a Brindisi alle primi luci del giorno per rivolgersi al Centro per l’Impiego nel caso in cui si conclude un rapporto lavorativo o per chiedere un trattamento di disoccupazione ed ancora quando ci si deve iscrivere per la prima volta”. 

Vizzino invita quindi “l’amministrazione di Mesagne in concerto con gli altri comuni della già sezione decentrata di Mesagne a chiedere un urgente incontro a Regione e Provincia, per ottenere l’immediato ripristino del servizio. Peraltro persistendo tale situazione il flusso sostenuto degli utenti di questo bacino unito a quello della città capoluogo è divenuto insostenibile ed ha già dato luogo a disservizi ed ad episodi di scontri fisici e comportamenti incivili”.

“La Uil di Mesagne - conclude Vizzino - è convinta che questa decisione debba essere riconsiderata per il bene di tutti e per ridare ancora una volta alla nostra città il ruolo che merita”.

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