Cronaca

Il centro storico regalato per 35 giorni al Wine Festival, parcheggi inclusi

Parte il countdown. Dieci, nove, otto, sette, sei. Questo conto alla rovescia improvvisato non è per l'imminente, anche se mancano poco più di 20 giorni, Negroamaro Wine Festival, quelli a decrescere non sono giorni, ma i posti auto

BRINDISI - Parte il countdown. Dieci, nove, otto, sette, sei. Questo conto alla rovescia improvvisato non è per l’imminente, anche se mancano poco più di 20 giorni, Negroamaro Wine Festival, quelli a decrescere non sono giorni, ma i posti auto che da oggi fino al 18 giugno diventeranno, per chi abita o lavora in centro, solo un miraggio o un motivo per imprecare.

Si è mossa la macchina organizzativa della manifestazione eno-gastronomica, giunta alla quinta edizione, che per quattro giornate, dal 5 al 9 giugno, popolerà le vie cittadine. I primi ad apparire sono stati i cartelli segnaletici con un’ordinanza che vieta la sosta dei mezzi dalle 00.00 del 14 maggio alle 24.00 del 18 giugno, il primo giorno in pochi si sono accorti di questa comparsa, è bastata una notte ed i cartelli hanno invaso quasi tutte le vie del centro storico. Una moltiplicazione che ha un non so che di miracoloso: via Santi, via Cesare Battisti, vico Seminario, via S.Nicolicchio, via Colonne, via Amena, e l’elenco continua comprendendo piazze vie dalla zona delle Colonne romane a piazza Vittoria.

Premettendo che in molti attendono l’inizio del Negroamaro Wine Festival, è un evento che richiama a Brindisi migliaia di persone riuscendo a ravvivare per giorni il centro cittadino e fa da apripista ad un’altra manifestazione molto amata dai brindisini e non solo: la Brindisi-Corfù, la più importante regata d’altura dell’Adriatico Meridinale giunta quest’anno alla trentesima edizione. Premettendo che l’evento in un modo o nell’altro crea un movimento economico nella nostra città, riuscendo nei migliori dei casi a rappresentare un motivo di vanto per molti cittadini.

Dette queste premesse è lecito chiedersi se è forse giusto che per organizzare questo festival, che ricordiamo dura quattro giorni, il centro città debba soffrire di un disagio non indifferente, trasformando le piccole vie che disegnano il centro storico in aree da cantiere per la bellezza di 35 giorni 35.

Poco più di un mese in cui i residenti, o chi deve raggiungere la zona per motivi di lavoro o personali, si ritrovino a lottare per un posto auto, trasformando l’emergenza parcheggi, che interessa il centro già 12 mesi l’anno, in un vero è proprio incubo. Nessuno vuole vietare il festival, nessuno vuole remare contro la riuscita di un evento che con la città si identifica e nei suoi luoghi caratteristici ha costruito un habitat, anzi, tutti vorrebbero che la manifestazione migliori di anno in anno, i problemi nascono quando l’organizzazione, sempre la stessa da cinque anni e quindi, si pensa, preparata e con la giusta esperienza, crea invece disagi ai cittadini.

Quando per montare i vari stand chiudi per un mese una zona della città, zona che per giunta è sede di uffici comunali. Quando è evidente che pensare ad altre soluzioni, meno invasive, non è fantascienza. Organizzare un piano stradale appositamente per la manifestazione, cercando il più possibile di non eliminare i già pochi posti auto presenti, non deve essere un’impresa impossibile, oltretutto chi si occupa di questo dovrebbe, in teoria, essere un professionista visto che come tale viene retribuito.

Invece così non è, il risultato è e sarà visibile a tutti, le strade man mano che i giorni passano verrano chiuse, il problema del parcheggio porterà problemi alla circolazione e l’occupazione, spesso illecita, vedi il caso di Piazza Mercato che durante i fine settimana si trasforma assomigliando più ad una concessionaria d’auto ben rifornita che ad una piazza chiusa al traffico, di nuove zone della città.

L’ordinanza che rende possibile tutto ciò parla chiaro, sempre più vie, man mano che la data di inizio festival s’avvicina, saranno off limit, sempre meno parcheggi saranno disponibili, gli automobilisti sono destinati a ricerche infinite, i residenti del centro cittadino, tutti, anche i meno credenti, ad incominciare ad attendere un aiuto divino per non essere costretti a lasciare l’auto a chilometri di distanza.

E non è una previsione dall’esito incerto, un azzardo, un vaticinio, la situazione sopra descritta è avvenuta l’edizione passata, e quella prima ancora e così sarà quest’anno. Eppure le soluzioni ci sarebbero, alcune forse non facili da realizzare, ma tant’è. Perché non ingaggiare un numero maggiore di operai, accelerando i tempi richiesti dalla costruzione delle casette? Perché non rivedere l’ubicazione degli stand, prendendo in considerazione luoghi come il lungomare o i corsi?

Un ultimo punto interrogativo nasce quando all’interno dell’ordinanza, tra i vari parcheggi disponibili, che faranno da valvola di sfogo al traffico intenso che interesserà il centro in quei giorni, viene elencato il parcheggio di via del Mare, posizionandolo anche al primo posto. Peccato che i lavori all’interno dell’ex stazione marittima siano ancora lontani dall’essere conclusi, rendendo di fatto difficile pensare che il parcheggio venga completato in tempo per il festival.

Il centro storico consegnato per un mese ad una società privata, incluse le piazze per i comizi elettorali, ai tempi di lavoro decisi dalla stessa, è veramente troppo. La festa patronale richiede molti meno giorni di preparazione e di lavoro, e così tanti altri eventi. Bello spettacolo, la distesa di box deserti e di pannelli per i i turisti ed i crocieristi i quali se non passeggiano nel centro storico in quale altro posto dovrebbero andare? Qui Brindisi, tutto e il contrario di tutto.

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