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"Centro trasfusionale permanente a Ostuni nel vecchio pronto soccorso"

Il sindaco Coppola scrive ai vertici della Asl e al governatore Emiliano. Appello condiviso dall'Avis

OSTUNI - "Un centro trasfusionale permanente a Ostuni". La richiesta parte dal sindaco della Città Bianca, Gianfranco Coppola, ed è indirizzata ai vertici della Asl, tenuto conto dell'estate caratterizzata da una grave mancanza di sangue presso gli ospedali di tutta la Provincia e a quasi sei mesi dall’inaugurazione del nuovo pronto soccorso.

Gianfranco CoppolaCoppola si rivolge a  Giuseppe Pasqualone, direttore generale dell’Asl di Brindisi;  Giuseppe Ruscitti, direttore del dipartimento regionale per la salute; ad Antonella Caroli, funzionario del dipartimento regionale per la promozione della salute; nonché al governatore della Puglia Michele Emiliano e al Prefetto di Brindisi Valerio Valenti.

"C'è la la disponibilità dei locali che sino al 24 marzo scorso ospitavano il vecchio Pronto Soccorso", sostiene Coppola. "Si ritiene che un idoneo sopralluogo congiunto  possa servire all’individuazione di idonei spazi e soluzioni che consentano l’attività importantissima della raccolta sangue, oggi garantita precariamente attraverso l’utilizzo dell’autoemoteca. Il centro permanente di raccolta sangue, anche previsto nel dissennato Piano di riordino ospedaliero, diventa elemento imprescindibile in un territorio come quello di Ostuni, dove è storicamente radicata la disponibilità dei cittadini alla donazione".

«Chiuso da circa due anni per far sì che venisse realizzato l’attuale Pronto Soccorso – afferma Martino D’Amico, Presidente della locale sezione Avis – il Centro Raccolta Fisso di Ostuni è stato per lungo tempo un solido punto di riferimento per la Provincia e la Regione. Da allora il supporto dell’Avis non è mai mancato; nel 2017 abbiamo totalizzato quasi 1000 sacche di sangue raccolte, che corrispondono ad 1/12 del sangue reperito nell’intera Provincia di Brindisi. Anche in questo 2018 si sta raccogliendo tanto, superando la media dello scorso anno. Ostuni è una città solidale, che può fare ancora di più, ma c’è bisogno di mettere i donatori nelle condizioni più ottimali possibili".

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