Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Cercavano di vendere profumi tarocchi in città: denunciati due napoletani

Cambiava una sola lettera (“Acqua di Ciò” anziché “Acqua di Giò”), ma per il resto erano identiche a quelle di note case produttrici le etichette apposte su confezioni di profumo contraffatte sequestrate ieri dai carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi al comando del tenente Luca Colombari. I prodotti taroccati sono stati trovati all’interno di un’auto di due giovani napoletani

BRINDISI – Cambiava una sola lettera (“Acqua di Ciò” anziché “Acqua di Giò”), ma per il resto erano identiche a quelle di note case produttrici le etichette apposte su confezioni di profumo contraffatte sequestrate ieri (17 ottobre) dai carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi al comando del tenente Luca Colombari. I prodotti taroccati sono stati trovati all’interno di un’auto di due giovani napoletani che si aggiravano per il quartiere Casale. Si tratta di F.F., di 29 anni, e di M.B., 28 anni.

Questi sono stati notati in via Santa Maria del Casale intorno alle ore 15,30. Ai carabinieri non convincevano affatto quei ragazzi che con fare sospetto si trovavano all’esterno della loro auto, cercando di fermare delle persone. Da un controllo sulla banca dati dell’Arma è emerso che i due in passato avevano avuto dei guai per vendita di merce con marchi mendaci. IMG-20151018-WA0002-2

E a seguito di una perquisizione veicolare, le forze dell’ordine hanno appurato che ci stavano provando anche stavolta. Nell’auto, infatti, sono stati rinvenuti 29 profumi con loghi che riproducevano griffe di grido quali Gucci, Fahrenheit e appunto Acqua di Giò. Ma nelle accattivanti boccette di vetro, in realtà, c’era solo acqua in cui erano stati diluiti dei prodotti chimici che difficilmente avrebbero superato un controllo sanitario.

A quanto pare, i due cercavano di piazzare i “profumi” nei mercati rionali, attraverso la vendita porta a porta e nelle pubbliche vie. Ma stavolta hanno avuto la sfortuna di imbattersi nei carabinieri di Brindisi. Entrambi sono stati denunciati per vendita di prodotti con marchi mendaci. 

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