Cronaca

Cessione Versalis, Consales incontra i lavoratori: "Eni non ci prenda in giro"

Più di un centinaio i lavoratori Versalis che questa mattina (17 dicembre), nel salone dell’università di Palazzo Nervegna, hanno incontrato, insieme ai rappresentanti sindacali, il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, l’assessore alle Attività produttive Giuseppe De Maria e il consigliere con delega speciale Sportello Unico alle Attività produttive Massimo Pagliara

BRINDISI - Più di un centinaio i lavoratori Versalis che questa mattina (17 dicembre), nel salone dell’università di Palazzo Nervegna, hanno incontrato, insieme ai rappresentanti sindacali, il sindaco di Brindisi Mimmo Consales, l’assessore alle Attività produttive Giuseppe De Maria e il consigliere con delega speciale Sportello Unico alle Attività produttive Massimo Pagliara.

Un incontro voluto con forza dai lavoratori brindisini del colosso chimico, in concomitanza della manifestazione nazionale tenutasi a San Donato Milanese, dove, in quelle stesse ore, si è svolto il consiglio d’amministrazione sulla cessione del ramo chimico di Eni ad un gruppo estero.

“Intendiamo non essere presi in giro dal gruppo Eni - dichiara a BrindisiReport.it il primo cittadino Mimmo Consales - che, cedendo una serie di incontro versalis 1-2stabilimenti, tra cui quello brindisino, ad un fondo perlopiù sconosciuto a livello internazionale, getta un pesante punto interrogativo sul futuro dello stabilimento, dei suoi lavoratori e sulla salute dei cittadini. Il pericolo che si ripetino casi come quello della Dow Chemical (multinazionale statunitense, leader nella produzione di poliuretani che, nei primi anni 2000, con la chiusura di numerosi impianti, licenziò diverse centinai di dipendenti, ndr) è concreto, cercheremo di non permetterlo naturalmente”.

Brindisi, il suo polo industriale, il suo territorio, vivono da sempre sotto ricatto occupazionale, una spada di Damocle tra lavoro e salute. Forse assumono definizioni differenti, ma mettere un lavoratore e la sua famiglia in posizioni di decidere, anche indirettamente, a scapito di diritti acquisiti è una pratica che ancora oggi caratterizza il mondo lavorativo.

“È facile capire che il problema di questi lavoratori riguarda tutti, le loro famiglie, i loro vicini di casa, è un problema di questa città. Un problema che deve essere trattato dal governo nazionale, riguardando Eni è la presidenza del Consiglio a dover intervenire” - conclude il sindaco.

incontro versalis-2Numerosi anche i rappresentanti delle sigle sindacali presenti all’incontro, come il segretario generale Uiltec Uil Brindisi, Carlo Perrucci che spiega: “Adesso chiederemo un incontro con il Pprefetto, il passo successivo sarà quello di aprire un filo diretto con il governo, solo così potremo risolvere qualcosa”.

Della stessa idea Marcello de Marco, segreteria Femca Cisl: “Il 12 gennaio il ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi incontrerà i tre segretari nazionale, per discutere con le parti sindacali il caso Versalis”.

Sono di oggi le dichiarazioni di Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni, che durante un incontro con la stampa ha rassicurato i presenti sulla reale severità con cui sarà scelto l’acquirente e sulle linee guida che dovrà seguire: "Chi compra si deve impegnare a mantenere gli attuali stabilimenti per almeno cinque anni, ampliandone casomai il perimetro, e per tre anni l'attuale personale, anche in questo caso eventualmente ampliandolo - aggiungendo - Versalis deve restare italiana e il vertice dovrà essere quello che è oggi”.

Nelle sue dichiarazione non ha dimenticato di rassicurare neppure chi è interessato al risvolto ambientale e sulla sicurezza: “Gli investimenti devono essere di 1,2 miliardi in tutte le attività della chimica, compresa la chimica verde". 

Riportiamo di seguito la nota del segretario generale della Femca Cisl Taranto-Brindisi, Emiliano Giannoccaro. 

"Circa un migliaio di persone tra dirigenti sindacali Rsu e lavoratori del gruppo Eni di tutta Italia, Brindisi compreso,  hanno partecipato alla manifestazione sotto al palazzo Versalis presso il centro direzionale Eni a San Donato milanese. La manifestazione aveva lo scoop di far sentire al management Eni e Versalis, nel vero senso della parola, la contrarietà già più volte formalizzata, all'azione di svendita prima e smantellamento industriale dopo della chimica italiana".

"Mentre si svolgeva il consiglio di amministrazione di Versalis nel piazzale boldrini, le delegazioni di tutta Italia guidati dalle segreterie nazionali di categoria, Femca Cisl, Filctem Cgil e Uiltec Uil hanno tenuto un sit in, che si è poi trasformato in un corteo tra le palazzine 5, 1 e il Palazzo Verde di Eni, bloccando per circa un paio di ore il traffico sulla via Emilia. Nessun dirigente Eni ha ritenuto opportuno ascoltare una delegazione sindacale, né tantomeno è uscito dall'aria protetta per raggiungere la sala stampa presso il palazzo verde dove era programmata una conferenza con i media alle ore 11:00. "

"Evidentemente secondo loro il confronto con i loro dipendenti non era necessario, nonostante fosse trapelata la possibilità di una breve discussione tra le segreterie nazionali e Eni. Nulla di tutto ciò! Non sarà possibile accettare che tale decisione di mettere in mano a fondo di investimenti esteri la base del sistema industriale italiano possa essere concretizzata". 

"Non è possibile per ciò che Eni ha rappresentato e rappresenta per il paese Italia fina dalla sua costituzione, Ente Nazionale Idrocarburi non una semplice oli company; Non è possibile perché il governo è il maggior azionista e non può permettersi in questo momento in cui ci dicono che inizia la ripresa produttiva, preoccuparsi di fare cassa invece di programmare uno sviluppo industriale fermo ormai al dopoguerra; Non è possibile pensare che la riconversione di business maturi in green chemistry affianco". 

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