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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Cgil: "La legge contro il caporalato inizia a funzionare"

Riceviamo e pubblichiamo un intervento a firma del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, e del segretario generale Flai Cgil, Antonio Ligorio, sull'operazione contro il caporalato sfociata oggi in quattro arresti

Riceviamo e pubblichiamo un intervento a firma del segretario generale della Cgil Brindisi, Antonio Macchia, e del segretario generale Flai Cgil, Antonio Ligorio, sull'operazione contro il caporalato sfociata oggi in quattro arresti. 

Finalmente la Legge 199/16 sta prendendo corpo: in data odierna il Tribunale di Brindisi, a distanza di appena otto mesi dalla entrata in vigore della stessa legge, ha tratto in arresto una serie di soggetti che, attraverso maltrattamenti e soggezione economica, assumevano atteggiamenti da caporale. 

Come noto tale disposizione legislativa, intitolata “Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo”, si pone l’obiettivo di contrastare in modo adeguato il caporalato.
La Cgil tutta è soddisfatta di questo risultato ed auspica che sempre più donne e uomini possano uscire dalla schiavitù del lavoro e dallo sfruttamento, attraverso la presa di coscienza che lo stato può aiutare loro.

La Cgil di Brindisi e la Flai Cgil, storicamente protagoniste nella lotta contro il caporalato, hanno promosso un progetto di “reinsediamento sindacale”, per essere sempre vicine ai Lavoratori, attivando su tutta la provincia sportelli a disposizione di coloro che vorranno emergere dallo “spazio nero” in cui sono stati costretti ad operare sinora. Tali sportelli prevedono la presenza di esperti psicologi a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori vittime di violenza, oltre al coinvolgimento continuo dell’ufficio vertenze legali, della consulta giuridica e dell’ufficio immigrati.

Insieme si potrà, inoltre, ricorrere alla Procura affinché gli operatori del settore agricolo riconquistino la piena dignità del lavoro.
Tanto ancora dovrà essere fatto per evitare che i caporali reclutino i lavoratori. Uno dei provvedimenti più necessari è sicuramente l’adeguamento del sistema dei trasporti, attivando linee dedicate da e per i luoghi di lavoro dai centri agricoli più importanti, soprattutto nei periodi delle grandi raccolte.

Queste persone, infatti, quasi sempre sfornite di mezzo proprio, non devono più assoggettarsi al caporale per raggiungere il posto di lavoro. Altrettanto importante è il sistema di reclutamento, ovvero l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, che deve vedere interessato il sistema pubblico anche attraverso il coinvolgimento dei centri per l’impiego. Da non tralasciare, infine, la necessità di porre in essere una serie iniziative tese a sviluppare politiche abitative, in grado di favorire il fitto per i cittadini stranieri.

Tutti questi strumenti di contrasto al fenomeno del caporalato, possono essere finanziati utilizzando fondi europei. Pertanto, occorre individuare un piano strategico di lungo respiro, che veda coinvolte le istituzioni pubbliche, le aziende e/o cooperative che operano nella legalità e le Parti Sociali, per liberare i tanti lavoratori che sono finiti nella pericolosa trappola  del caporalato.

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