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Nel bagno della scuola con una cordicina: "La bambina non voleva impiccarsi"

Nota dell'avvocato nominato dalla famiglia dell'alunna coinvolta in una vicenda che aveva fatto pensare a un fenomeno emulativo

L’avvocato Ilaria Baldassarre, legale a cui si è rivolta la famiglia della bambina coinvolta nella vicenda avvenuta in una scuola primaria della fascia sud della provincia di Brindisi che aveva portato a ipotizzare l’eventualità di un atto emulativo del cosiddetto fenomeno dell’”handing challange”, esclude un tentativo di soffocamento con un cappio intorno al collo da parte dell’alunna. 

“In realtà – si legge in una nota dell’avvocato Baldassarre - la bambina si sarebbe recata in bagno e, tardando a rientrare in classe, sarebbe stata raggiunta da una maestra che l’ha trovata con in mano una semplice cordicina del cappuccio della felpa che indossava. A quel punto la maestra ha riaccompagnato in classe la bimba che ha ripreso tranquillamente le lezioni, né mai è stata portata in ospedale non essendoci la necessità di tanto. La scuola ha relazionato sull’episodio alla Procura dei minori in quanto atto dovuto".

Il legale tiene a precisare "che la ragazzina non ha mai riferito di voler emulare il coetaneo di Bari che si è tolto la vita ed aggiunge che sia davvero assurdo riferire simili circostanze false perché poi bisognerebbe spiegare come, all’interno di una scuola, sempre vigilata da personale Ata, un bambino possa introdurre, portarlo in bagno, montarlo, salire su una sedia e tentare il suicidio”.

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