Cronaca Centro Storico / Via Antonio Sardelli

Macellaio gambizzato: bollette non pagate alla base della lite

Il macellaio Daniele De Carlo è stato ferito dal 24enne Antonio Zito al culmine di un violento litigio in un locale di San Vito dei Normanni. Si fa luce sul movente

BRINDISI – Ci sarebbe stato un contenzioso per delle bollette non pagate, da quanto riferito da alcuni testimoni, all’origine della violenta lite degenerata nella gambizzazione di un macellaio che sabato sera (29 ottobre) si è verificata in via Antonio Sardelli, a San Vito dei Normanni. Il ferito, Daniele De Carlo, 36 anni, originario di San Michele Salentino e residente a San Vito, ha riportato una ferita alla coscia con prognosi di 30 giorni. L'uomo è stato ricoverato presso il reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'ospedale Perrino.

La dinamica dei fatti è al vaglio dei carabinieri della locale compagnia. Grazie ai racconti forniti da vicini e passanti, ad ogni modo, il quadro si è delineato nel corso della nottata. De Carlo, titolare di una macelleria che serve anche carne alla brace, intorno alle ore 20,30 ha avuto un acceso diverbio con il 24enne Antonio Zito, del posto. Al culmine della lite, avvenuta in presenza di varie persone, in una zona in cui si trovano diversi ristoranti, Zito avrebbe estratto una pistola ed esploso un proiettile che ha colpito De Carlo.

Nonostante il ferimento, la baruffa è andata avanti. E’ stato necessario l’intervento di un finanziere fuori servizio e di un passante per separare i due contendenti, in attesa dell’arrivo dei carabinieri. I militari della stazione di San Vito dei Normanni, seguiti poi da quelli del Norm, una volta giunti sul posto, hanno caricato Zito a bordo del mezzo di servizio e lo hanno condotto in caserma. Il commerciante è stato invece condotto verso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino, a bordo di un’ambulanza.

Le forze dell’ordine hanno isolato l’area con un nastro. I rilievi sono andati avanti fino a tarda serata. La pistola usata da Zito (detenuta illecitamente, da quanto accertato dai militari) è stata posta sotto sequestro. Gli investigatori hanno appurato che fra i due da tempo non correva buon sangue per una questione riguardante delle bollette non pagate. Zito è stato accompagnato presso la casa circondariale di Brindisi con l'accusa di lesioni personali, ricettazione, porto e detenzione, in luogo pubblico, di un’arma clandestina.

Secondo le prime testimonianze, la famiglia di Zito avrebbe affittato una abitazione a De Carlo, ma a quanto pare non c'era accordo su chi dovesse pagare i consumi dei servizi. Secondo il gestore della macelleria e dell'annesso grill, le bollette non erano affar suo perchè non erano intestate a lui, mentre Zito, che si era recato in via Antonio Sardelli armato di una pistola con matricola abrasa, nel corso dello scontro fisico continuato anche dopo l'esplosione dei due colpi, una dei quali a segno, gridava che "non poteva mantenere" l'avversario, nel senso che De Carlo non poteva pretendere che gli venissero pagate pure le spese per energia elettrica eccetera.

Articolo aggiornato alle 11.00 del 30 ottobre 2016

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