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Chiazza nera nel porto: "Polvere in sospensione con acqua di mare"

Attesi fra un paio di giorni i risultati delle analisi sui campioni prelevati lunedì mattina a ridosso del molo carbone di Costa Morena. Al lavoro i tecnici dell'Arpa Puglia

BRINDISI – I risultati delle analisi arriveranno fra un paio di giorni. Di certo, al momento, c’è che la chiazza nera che ieri (lunedì 21 gennaio) era ben visibile sullo specchio d’acqua del porto medio, dalla diga di Punta Riso al molo carbone di Costa Morena, era costituita da una sostanza pulverulenta. Polvere in sospensione con acqua di mare, insomma.

E’ quanto appurato dal personale di Brindisi dell’Arpa Puglia, dopo i primi rilievi effettuati nella giornata di ieri. I campioni prelevati in mare con l’ausilio degli uomini della guardia costiera della Capitaneria di porto di Brindisi saranno analizzati nella giornata odierna. Nel laboratorio dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale saranno presenti, in ottemperanza alle procedure di legge, anche i rappresentanti delle aziende che operano nel porto industriale di Costa Morena. I campioni prelevati in mare, in particolare, saranno comparati con residui di carbone prelevati dalla tramoggia Enel.

Larga due metri per 50 metri di larghezza, La chiazza ha lambito anche scogliera situata a ridosso del faro abbandonato di Punta Riso e il canale che mette in comunicazione il porto esterno con il porto medio, dove si trova il Castello Alfonsino. Il primo ad accorgersi della marea nera è stato un cittadino che stava facendo una passeggiata sulla diga, poco prima delle ore 10. Questi ha subito contattato la Capitaneria di porto, che a sua volta, da prassi, ha attivato l’Arpa.

Nel porto medio, dalla parte di Costa Morena, è stata inviata una motovedetta della guardia costiera.  Successivamente il comandante della Capitaneria, il capitano di vascello Giovanni Canu, tramite una nota stampa, ha fatto sapere che “si erano concluse da poco alcune operazioni di sbarco di carbone, mentre erano in contestuale corso di attività anche quelle di trasbordo di cenere e nocciolino, da parte di altre due navi mercantili”. Sempre sotto la direzione della guardia costiera, l’unità disinquinante Grancevola della società concessionaria del servizio di antinquinamento portuale, D’Oriano Maria Edelma,ha proceduto all’abbattimento delle chiazze residue.

Enel Produzione in serata ha chiarito che “non vi erano navi carboniere ormeggiate nei pressi della banchina Enel (l’ultima nave era salpata nella mattina di domenica 20 gennaio), mentre, pur in presenza di nave ceneriera in rada, l’ultima movimentazione di ceneri è avvenuta in data 18 gennaio”. 

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