Schiacciato dalla pressa: richieste rinvio a giudizio. "E rimuovete il busto"

La procura chiude le indagini sulla tragica fine del 24enne Francesco Leo a Francavilla Fontana. La parte civile e la famiglia vogliono che l'azienda tolga la statua ricordo del giovane

FRANCAVILLA FONTANA –  E’ stata fissata per il 19 novembre prossimo l’udienza preliminare per il mortale incidente sul lavoro del 16 gennaio 2017, quando un giovane operaio fu orrendamente dilaniato da una pressa, nello stabilimento della società Fer.Metal.Sud di Francavilla Fontana, all’epoca una Srl, oggi una SpA. Sei le richieste di rinvio a giudizio avanzate dal pm Giuseppe De Nozza, della Procura della Repubblica di Brindisi: cinque persone e la stessa società in qualità di responsabile amministrativa.

Quattro degli indagati dovranno difendersi dall’ipotesi di concorso in omicidio colposo, tra i quali l’amministratore unico protempore Giuseppe Cavallo, mentre Massimiliano Cavallo dovrà difendersi dall’ipotesi di reato di favoreggiamento personale per aver aiutato, secondo il magistrato inquirente, gli altri soggetti interessati dalle indagini ad eludere le stesse investigazioni.

Francesco Leo aveva 24 anni quando la pressa per gli imballaggi di cartone lo schiacciò, praticamente sotto gli occhi del padre Antonio, anch’egli dipendente della stessa impresa. Una fine che appare ancora più atroce alla luce degli esiti degli accertamenti peritali, che rilevarono la presenza di due bypass che disattivavano il sistema di sicurezza della pressa, assieme a varie altre omissioni di cautele e norme di sicurezza.

Francesco Leo-2Secondo gli investigatori, poi, Massimiliano Cavallo avrebbe nascosto subito dopo la tragedia il disco del sistema di videosorveglianza, costituito da 16 telecamere, incluse quelle che avevano ripreso ciò che era accaduto nella zona della pressa che si era trasformata in trappola mortale per il giovane dipendente. A margine di questa vicenda, delle indagini e del procedimento sfociato nella richiesta di rinvio a giudizio, la richiesta della parte civile rappresentata, per i genitori della vittima, dall’avvocato Pasquale Fistetti, di rimozione del busto che in azienda ricorda Francesco Leo, perché considerato “un affronto alla verità".

Gli imputati sono difesi dall’avvocato Luigi Vitali (i due Cavallo oltre a Vito Casale di 28 anni), Francesca Conte (per Domenico Pinto di 36 anni) e Massimo Romata (per Francesco Pasulo di 24 anni). Una delle tesi sostenute è che l’incidente in cui perse la vita Francesco Leo fu dovuto alla condotta imprudente, e non richiesta, del giovane. Toccherà al giudice dell’udienza preliminare Tea Verderosa, a novembre, decidere se vi siano o meno gli estremi per rinviare a giudizio i cinque per i quali ha avanzato in tal senso richiesta il pm, e la stessa società.

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