Cronaca

Chiesto il giudizio per il boss del contrabbando, legato anche a Brindisi

E' stato chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Michele Antonio Varano, di 53 anni, considerato uno dei punti di riferimento del contrabbando internazionale di sigarette. La richiesta è stata formulata dalla procura di Genova. Varano venne arrestato lo scorso dicembre dalla guardia di finanza, nell'ambito di un'operazione che sgominò una rete di contrabbandieri

BRINDISI – E’ stato chiesto il rinvio a giudizio nei confronti di Michele Antonio Varano, di 53 anni, considerato uno dei punti di riferimento del contrabbando internazionale di sigarette. La richiesta  è stata formulata dalla procura di Genova. Varano venne arrestato lo scorso dicembre dalla guardia di finanza, nell’ambito di un’operazione che sgominò una rete di contrabbandieri di si riteneva facesse parte anche un brindisino, coinvolto nel trasporto di un container carico di “bionde” che gli investigatori trovarono in un casolare nelle campagne di Brindisi.   Varano era latitante da anni in Svizzera, ma a dicembre si era costituito. 

Sulla base di quanto appurato dagli inquirenti, reggeva le redini di una vasta organizzazione criminale che contrabbandava sigarette in Italia ed in Europa, importandole illecitamente dal Medio Oriente e dal Brasile.

Il sodalizio venne individuato dai finanzieri del Servizio centrale sulla criminalità organizzata di Roma e del Gico di Venezia, sotto la regia della procura della repubblica di Genova, a seguito del sequestro di oltre otto tonnellate di sigarette del valore complessivo superiore al milione e 250mila euro che viaggiavano a bordo di diversi container (formalmente carichi di borse frigo) trovati nei porti di Genova e Tilbury (Inghilterra).

Uno dei container, pedinati dai militari, venne intercettato in un casolare abbandonato nella provincia di Brindisi. Fu proprio in quella occasione che un brindisino, insieme ad altri due individui della provincia di Parma, finì con le manette ai polsi. Da quell’operazione partirono una serie di riscontri investigativi che permisero alle fiamme gialle di arrivare a colui il quale reggeva le redini del traffico. Si trattava appunto di Michele Antonio Varano, sul cui capo gravavano, fino a pochi mesi prima, svariate richieste di arresto da parte di numerose procure d’Italia.

Varano consegnò alla giustizia dopo aver trascorso un periodo di latitanza in Svizzera, dove da anni aveva trovato riparo. E’ qui che “il calabrese” (così viene soprannominato il 53enne) aveva costruito le sue fortune, potendo addirittura permettersi una megavilla in località Collina d’oro. Negli ultimi anni, si pensava che Varano avesse lasciato il contrabbando. Ma non era così.

Questi, anzi, sulla base di quanto ricostruito dagli inquirenti, gestiva carichi di “bionde” in Italia e in Europa, movimentandoli dal medio oriente e dal Brasile, dove le stesse venivano acquistate. Il brindisino e i parmigiani arrestati dopo il maxisequestro di Genova e Tilbury, come appurato dagli inquirenti, erano sul libro paga del boss calabrese, che dirigeva le operazioni dal territorio elvetico. Oltre a Varano, altre undici persone furono raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata nella giornata l’1 dicembre. Queste sarebbero legate a personaggi di spicco del contrabbando, fra cui Gennaro Perrella, Stylianos Kolovos,  e Alfonso Mazzarella. 

In passato, il nome di Varano era finito in molte indagini condotte sia in Campania sia in Puglia sul contrabbando internazionale di sigarette che venivano trasportate tra il Montenegro e l'Italia con potenti motoscafi e poi vendute sul mercato nero del sud Italia. Varano stava per essere espulso dall'autorita' elvetica e per questo si era consegnato alla guardia di finanza.

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