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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Così un cardiochirurgo brindisino regala un "cuore nuovo" ai suoi pazienti

Il cardiochirurgo brindisino Guglielmo Stefanelli è stato ospite nella trasmissione Elisir in collegamento diretto dall' Hesperia Hospital di Modena, dove è il protagonista di una tecnica innovativa per la ricostruzione dello scompenso cardiaco

BRINDISI - Il cardiochirurgo brindisino Guglielmo Stefanelli è stato ospite nella trasmissione  Elisir andata in onda su Rai 3, condotta da Mirabella,  in collegamento diretto dall’ Hesperia Hospital di Modena, dove è il protagonista di una tecnica innovativa per la ricostruzione dello scompenso cardiaco. Le procedure chirurgiche che vengono messe in atto dal centro Hesperia Hospital di Modena, riferimento internazionale per la chirurgia dello scompenso ischemico, a cui ha aderito esclusivamente il centro di San Donato Milanese, rappresentano una valida aggiunta al trattamento dei pazienti soggetti a scompenso ischemico. Il programma avviato nel 2002 con la partecipazione allo studio multicentrico mondiale Stich, condotto dalla Duke University, è diretto dallo stesso dottore Guglielmo Stefanelli.

“E’ una nuova tecnica di riparazione del ventricolo sinistro che viene ridotto e rinvigorito nella sua cavita cardiaca” - ha spiegato il dottore Stefanelli rispondendo alle domande di  Michele Mirabella nel corso della trasmissione “Elisir”. “ Si riscontra in pazienti che hanno subito un grave episodio infartuale, in seguito al quale, dopo un certo periodo di tempo, il ventricolo sinistro si è dilatato in modo importante, provocando una netta riduzione della sua capacità di pompare sangue, condizione che va sotto il nome  di cardiopatia dilatativa post-infartuale, con sintomi di facile affaticamento ed episodi aritmici, che determina un netto peggioramento della qualità della vita” .  

Durante la trasmissione, il dottore Stefanelli si è poi soffermato sulla tecnica chirurgica, spiegandone gli effetti positivi sui pazienti. “ Si tratta di un tecnica chirurgica  dello scompenso ischemico innovativa e alternativa al trapianto cardiaco, e che va sotto il nome di ricostruzione chirurgica complessa del ventricolo sinistro. Tale intervento ha lo scopo di riportare la cavità cardiaca che si è dilatata ed assottigliata in seguito ad un infarto ad una forma, dimensioni e volumi non più compatibili con la normalità. Questo permette un netto miglioramento della capacità di pompa e di funzionamento del muscolo cardiaco, che influenza in modo positivo e decisivo la qualità e la durata della vita del paziente. In poche parole per in paziente è come avere un ‘cuore nuovo’”. 

Prima di questo tipo di intervento il paziente più critico aveva raggiunto una prospettiva di vita di soli tre anni. Ora con questa nuova tecnica che cura lo scompenso cardiaco, tale aspettativa si è allungata ed è cresciuta fino a 13 anni, anche se evidentemente il confronto va sempre fatto con quella che sarebbe stata la durata e la qualità del vita del paziente in assenza di questa tecnica chirurgica  alternativa. “Finora – ha chiarito il cardiochirurgo brindisino - sono stati trattati un centinaio di pazienti, 20 dei quali oltre la chirurgia  della ricostruzione ventricolare sinistra con una tecnica decisamente innovativa, hanno ricevuto un impianto di cellule staminali  autologhe per iniezione diretta del miocardio infortunato”. 

Nel corso della trasmissione Elisir sono stati intervistati alcuni pazienti già sottoposti a tale intervento chirurgico, che hanno affermato di sentirsi come rinati dopo questo intervento, assicurando di vivere un nuova vita, del tutto normale, appunto come se avessero  un “cuore nuovo”.  

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