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Mensa scolatisca (immagine di repertorio)

Mensa scolatisca (immagine di repertorio)

Mensa scolastica Brindisi, chiusa l’inchiesta: cinque gli indagati

Avvisi di conclusione dopo verifiche sull’affidamento alla società Markas: atti dovuti nei confronti di funzionari del Comune, un ex consigliere e un ex assessore. La srl ribadisce la correttezza del suo operato

BRINDISI – Sarebbe arrivata al capolinea l’inchiesta sull’aggiudicazione del servizio di mensa scolastica nella città di Brindisi, in favore della ditta Markas, il cui appalto è in scadenza. Cinque (almeno) gli indagati che, nei giorni scorsi, avrebbero ricevuto la notifica degli avvisi di conclusione, passaggio necessario per consentire un’adeguata informazione di garanzia, nel caso in cui la Procura dovesse chiedere il processo.

La procura di Brindisi

Gli indagati

Al momento non è possibile avere conferme dirette. Si apprende che tra i destinatari degli atti (dovuti) firmati dal pubblico ministero, ci sarebbero un ex consigliere comunale e un ex assessore, in aggiunta a un funzionario e a due dipendenti di Palazzo di città. Tutti ritenuti in relazione all’affidamento del servizio, tenuto conto dei ruoli ricoperti in seno al Comune, nella ripartizione Pubblica istruzione, e all’interno della Giunta, come titolari della delega corrispondente, così come nella relativa commissione consiliare.

A Palazzo di città la notizia rimbalza da giorni, così come negli ambienti sindacali. Dal Comune non ci sono né smentite, né tanto meno conferme, anche perché l’Amministrazione comunale non sarebbe stata indicata come parte lesa. Dalla società Markas, confermano di aver rispettato il capitolato, così come sostenuto sin dall’inizio degli accertamenti, quando furono acquisiti i primi documenti nella sede della ditta. Era il mese di maggio 2016. La ditta ha sempre assicurato massima collaborazione con gli inquirenti.

L’inchiesta

Al centro dell’inchiesta, a quanto si apprende, il servizio mensa, dopo la gestione al’Ati Ladisa-Cascina, con il subentro della Markas e la firma del contratto il 15 dicembre 2014. Al momento, le ipotesi di reato partono da quelle legate all’inadempimento contrattuale, alla frode in pubbliche forniture, già formulate sul finire del 2015, quando esplose la rabbia dei genitori di alcuni bambini che aveva fatto richiesta di ammissione al servizio di mensa scolastica.

Nel corso degli ultimi mesi, dopo l’acquisizione della documentazione utile ai fini della ricostruzione dell’appalto e degli obblighi contrattuali, sarebbero stati ascoltati diversi dipendenti della Markas. Tra questi anche alcuni esponenti di organizzazioni sindacali. Tutti sentiti in qualità di persone informate sui fatti. Non è escluso che alle iniziali ipotesi di reato, siano state aggiunte contestazioni con riferimento ad altre condotte ritenute penalmente rilevanti.

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La protesta dei genitori

Certo è che il fascicolo d’inchiesta sulla ristorazione scolastica venne aperto, all’indomani del moto di rabbia dei genitori degli alunni delle scuole pubbliche, di fronte a pasti freddi servizi ai piccoli all’ora di pranzo. Partirono subito verifiche sui  pasti servizi ai bambini, sul trasporto delle pietanze e sul centro di cottura previsto nel capitolato nell’ex scuola di via Basento, rione Perrino, ma realizzato con ritardo rispetto alla tempistica, tanto che la società inizialmente allestì le cucine all’interno del complesso della masseria Marangiulo, in agro di Cisternino.

Il centro cottura

L’inaugurazione del centro cottura in via Basento risale al 15 aprile 2015, prima i pasti venivano trasferiti da Cisternino a Brindisi mediante furgoni, aspetto sui quali più volte chiesero spiegazioni alcuni dei consiglieri di opposizione. Per un periodo di tempo si arrivò alla decisione di somministrare pasti freddi agli alunni, più esattamente due panini, una bottiglietta d’acqua, un succo di frutta e una crostatina, dopo aver preso atto del fatto che i piatti caldi arrivavano in pessimo stato. Diversi furono i genitori che fotografarono, a titolo di prova, riso e cotolette diventate dure.

Il nuovo bando

Il Comune, intanto, ha indetto un nuovo appalto per il servizio di ristorazione scolastica, dopo che la struttura commissariale ha confermato la volontà di “non usufruire della possibilità di rinnovo in favore della società Markas”. L’avviso è scaduto oggi, giovedì dovrebbe esserci l’apertura delle buste. L’Amministrazione chiede la preparazione di 300mila pasti l’anno per gli alunni del capoluogo, partendo dal prezzo singolo di quattro euro e quaranta centesimi (iva esclusa) per un costo pari a un milione e 320mila euro.

Il via libera alla gara è arrivato il 7 marzo 2018, con determinata del dirigente responsabile dell’ufficio Contratti, Costantino Del Citerna. In tal modo è stato approvato il bando di gara con procedura aperta per la gestione della mensa, presso il centro di cottura comunale che si trova in via Basento, nel quartiere Perrino. Appalto della durata di tre anni, con possibilità di proroga per due anni, in caso di gradimento degli utenti e quindi dell’Amministrazione cittadina.

Una dipendente della Markas all'esterno della Don Milani - Copia-2

I pasti

Il servizio è rivolto ai bambini delle scuole dell’infanzia e agli studenti delle primarie e secondarie di primo grado che si trovano a Brindisi, nonché destinato ai piccoli del nido di via della Torretta. Tutti i giorni, escluso il sabato, dal primo ottobre sino al 31 maggio, periodo coincidente con il calendario scolastico. Ovviamente la ditta dovrà prendere atto di esigenze differenti comunicate dai dirigenti scolastici, in base alle ore di lezione in ogni istituto.

Per i pasti “non potranno essere utilizzati generi precotti, liofilizzati, congelati o surgelati, fatta eccezione per ortaggi e verdure (odori esclusi) che potranno anche essere surgelati e il pesce che dovrà essere solo surgelato per i tipi di merluzzo e nasello e potrà essere congelato per gli altri tipi”, si legge nel capitolato. “Nei casi di necessità determinati da motivazioni di salute, culturali o religiose la ditta appaltatrice è obbligata a fornire, in sostituzione del pasto previsto dal menù del giorno, pasti alternativi la cui composizione sarà stabilita dalla Uo di Igiene della Nutrizione della Asl.

Il costo stimato

L’importo totale posto a base della gara è pari a tre milioni e 690mila euro, Iva esclusa, oltre oneri per la sicurezza per 9.900 euro non soggetti a ribasso. Quanto al numero dei pasti, il Comune ha precisato che si tratta di indicazioni, non costituisce cioè impegno, poiché dovrà essere quantificato sulla base degli ordini provenienti dalle scuole. La stima, al momento, è ferma a un milione e mezzo di passi per il periodo di durata dell’appalto, con una previsione di 300mila l’anno e duemila al giorno.

Lo sciopero

Resta caldo il fronte mensa per alcune organizzazioni sindacali. La sigla autonoma Confial, già Ugl, ha proclamato nei giorni scorsi lo “stato di agitazione dei  dipendenti della Markas a Brindisi” con “sciopero per la giornata dell’8 maggio”. Nel frattempo è stata attivata la procedura di raffreddamento, con richiesta di incontro al commissario Santi Giuffrè.

Alla base della contestazione, scrivono i sindacalisti Confial, c’è “la reazione alla mancata risposta alla richiesta di monitoraggio della situazione interna all’azienda da parte della gestione commissariale del Comune, intervento già richiesto dal sindacato assieme alla segnalazione di situazioni anomale che vivono le maestranze, anche in seguito alla pronuncia della magistratura del lavoro che ha accolto il ricorso di circa 50 lavoratori impegnati nel servizio di refezione scolastica in appalto alla Markas”.

 

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